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Intimidazione all'avv. Giulia Serrao
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Lamezia Terme - Troppe tracce da seguire, troppe ipotesi sul tappeto, ognuna con una propria dignità "esistenziale"; c'è il rischio di non venire a capo dell'intimidazione compiuta ai danni di Giulia Serrao, avvocato, titolare di un'azienda agricola a Cortale, e candidata al Consiglio regionale. A considerare quest'ultimo elemento, verrebbe da ritenere che intimidazioni e minacce siano da considerare le protagoniste di questa campagna elettorale, già punteggiata da episodi più o meno simili registrati in questi ultimi giorni in Calabria nei confronti di politici e candidati.
L'altra sera, davanti all'abitazione del custode dell'azienda della professionista, qualcuno ha lasciato tre proiettili calibro 7.65. Le pallottole erano avvolte all'interno di un pezzo di carta. A trovarli è stato lo stesso custode, M.M., 36 anni, M.M. di Maida, che da alcuni anni vigila sull'azienda di famiglia della Serrao, una grossa azienda ubicata in località Trovante, un'area a cavallo tra il comune di Cortale e quello di Maida. Il ritrovamento tra le 21.30 e 22 di giovedì, quando il custode, richiamato dal rumore causato dai vetri d'una finestra mandati in frantumi con una pietra, è uscito dalla sua abitazione e ha trovato davanti alla porta della carta appallottolata; l'uomo, incuriosito, lo ha raccolto e tornato dentro ha aperto l'involucro ritrovandovi i tre proiettili.
La scoperta dei proiettili è stata segnalata immediatamente alla padrona di casa, la signora Serrao, che abita nella stessa masseria, proprio accanto. La signora a sua volta ha telefonato ai carabinieri della stazione di Cortale che insieme ai colleghi del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Girifalco si sono recati sul posto raccogliendo la denuncia del rinvenimento.
Proprio la vicinanza delle due abitazioni nella stessa azienda agricola fa pensare che destinatario dell'intimidazione fosse l'avv. Serrao, considerando l'ipotesi del gesto legato alla candidatura della donna con la lista Autonomia e diritti che sostiene per la presidenza Agazio Loiero.
Ma, come accennato, di tracce da seguire ve ne sono altre, anche troppe. Una è che l'intimidazione possa essere stata diretta al custode dell'azienda, dal momento che i proiettili sono stati trovati davanti al suo appartamento. La sua rigorosa azione di vigilanza ha dato fastidio a qualcuno?
Un'altra ipotesi: il "messaggio" diretto alla signora Serrao in ragione della sua attività di imprenditrice agricola. Ma la donna ha negato di aver mai ricevuto minacce collegate a richieste estorsive.
Ancora: l'attività di avvocato, che si collega ad una vicenda luttuosa che ha duramente colpito la professionista. Giulia Serrao è la vedova dell'avvocato Torquato Ciriaco, ucciso in un agguato compiuto con inequivocabili modalità (scarica di pallettoni esplosi con un fucile, poi il colpo di grazia) la sera del primo marzo 2002 in località Stretto del comune di Maida lungo la strada provinciale che da Lamezia Terme conduce a Maida e a Cortale. A distanza di otto anni su quell'omicidio sembra calato il silenzio, non se ne conoscono i mandanti né gli autori. Un omicidio "eccellente", che fece clamore quanto lo fecero le parole di Massimo Brutti, componente della Commissione parlamentare Antimafia, nella seduta dell'8 ottobre del 2002 quando davanti all'allora ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu affermò: «L'omicidio dell'avvocato Ciriaco getta un fascio di luce su una serie di intrighi e di traffici che riguardano la criminalità organizzata, ma anche famiglie dell'establishment lametino nonché la sfera politica». Da anni la vedova Torquato si interroga sul perché del silenzio intorno alla morte del marito; a "Gazzetta del Sud" lo scorso anno rivelò che «la polizia giudiziaria aveva consegnato al sostituto procuratore delegato alle indagini una voluminosa e dettagliata informativa».
Gli uomini del capitano Marco Porcedda, comandante della compagnia di Girifalco, giunti sul posto, hanno immediatamente avviato le indagini a 360° su un episodio che si presenta di difficile lettura. Per certi versi compromessa la "scena del crimine" dal momento che l'involucro che conteneva i proiettili è stato rimosso dal custode che lo ha portato in casa e aperto, e questo potrebbe aver compromesso eventuali tracce. C'è dunque molto da lavorare, e non solo per le tante ipotesi sul tappeto.
Il rinvenimento dei proiettili ha avuto un eco nel mondo politico. Il presidente della giunta regionale Agazio Loiero ha definito l'intimidazione «un atto inquietante non solo perché interferisce nel confronto elettorale in corso ma perché colpisce una donna e una professionista coraggiosa». Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza ha espresso «solidarietà a nome suo personale e a nome di tutta l'Amministrazione comunale». Vicinanza è stata espressa da Nico Stumpo responsabile Organizzazione della segreteria nazionale del Pd che ha manifestato sostegno di tutto il Pd all'impegno della singnora Serrao «a continuare a lottare contro tutte le mafie».
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Natrella |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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