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Vanessa Gravina incarna abilmente la sottigliezza delle donne
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Lamezia Terme - Prosegue con successo il "Magna Grecia teatro festival, luoghi e spettacoli Calabria tra incontro e confronto" nei siti archeologici calabresi. Anche quest'anno il sito dell'abbazia Benedettina di Sant'Eufemia Vetere, fondata dal normanno Roberto il Guiscardo tra il 1062 e il 1065, si rileva un luogo ricco di fascino e in grado di captare per il terzo appuntamento della rassegna "La bisbetica domata" di Shakespeare, adattamento e regia di Armando Pugliese, tantissimo pubblico, tanto da far registrare il tutto esaurito. Protagonisti della commedia, attori del calibro di Vanessa Gravina che interpreta Caterina, la bisbetica domata ed Edoardo Siravo nel ruolo del rozzo e caparbio Petruccio, avventuriero veronese, che la chiede in sposa al padre di lei, attirato dalla sua dote.
Altri attori Carlo Di Maio, Vito Facciolla, Daniele Gonciaruk, Elisabetta Alma, Emanuela Trovato, Marco Trebian, Marco Zingaro, Maurizio Tomaciello, Valentina D'Andrea con la partecipazione di Giulio Farnese. Scene e costumi di Andrea Taddei. Musiche di Goran Bregovic. Il titolo originale della commedia era "The taming of the shrew", basata su scambi d'identitā e giochi di parole, oltre che su manipolazioni linguistiche. Il luogo in cui viene ambientata la scena č Padova. Qui Shakespeare descrive la conquista dell'irrequieta e intrattabile Caterina da parte di Petruccio. Armando Pugliese individua nel prologo il mondo tardo cinquecentesco della taverna. Da qui all'inizio del racconto lo stesso Petruccio, che sarebbe Sly, un ubriacone affogato dai fumi dell'alcool, verrā prelevato e condotto al castello da un signore reduce da una partita di caccia. Al risveglio gli fanno la beffa di trattarlo come se fosse un gentiluomo e lo fanno assistere a "La bisbetica domata" come fosse un sogno. La rappresentazione teatrale non č altro che un'interpretazione in chiave moderna dei rapporti tra uomini e donne.
In alcuni casi č presente un forte antagonismo nell'acquisizione del proprio spazio vitale all'interno del rapporto di coppia. Ricordiamo che in epoca elisabettiana i matrimoni erano combinati. In questa commedia il drammaturgo inglese mostra una sensibilitā critica nei confronti della donna del suo tempo, mettendo a confronto una remissiva Bianca, figlia minore del facoltoso Battista Minola e Caterina, anticonformista e ribelle.
Il padre delle fanciulle risulta essere un uomo pronto a disporre delle figlie come merce di scambio. Petruccio domerā Caterina utilizzando come armi di seduzione il costringerla al digiuno e all'insonnia fino a che la donna comprenderā che per raggiungere i suoi scopi č preferibile rendere Petruccio contento sviluppando un'arte nel modo di fare squisitamente femminile. Abilissima la Gravina nella sua disquisizione finale, dove č evidente che Shakespeare non ha sminuito la figura della donna anzi ne ha messo in risalto l'acuta sottigliezza. Alla fine della rappresentazione Siravo ha ringraziato il pubblico intervenuto numeroso, l'equipe organizzativa e l'Amministrazione comunale.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Dora Anna Rocca |Archivio Notizie dalla Cittā
 
 
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