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TECNICA/ Scale sismiche, la misura dei terremoti
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Lamezia Terme - Prima di trattare la misura dei terremoti, occorre chiarire che cosa è il periodo di un sensore, nonché precisare il significato di un’altra parola, la frequenza, che non è altro che il numero di oscillazioni che compie un corpo nel tempo di un secondo; si misura in ERZ (Hz/sec.). Queste oscillazioni possono essere quelle di un corpo appeso ad un filo (pendolo), o prodotte da vibrazioni variamente determinate. Quindi possiamo dire che il Periodo misura la durata della singola oscillazioni. Come esempio 1 Hz è pari ad una oscillazione al secondo, 2Hz è pari 2 oscillazioni al secondo. Le frequenze molto lente, pari a meno di 1 Hz, si preferisce misurarle facendo riferimento alla sua durata del tempo, cioè al periodo. Infatti una oscillazione sismiche può durare acnhe fino 10 secondi o più;(diremo che ha un periodo di 10 secondi). I primi avvisi di terremoto si possono percepire osservando le oscillazioni di un lampadario, e possiamo valutarne il periodo di ognuna in secondi, nonché la frequenza (numero di oscillazioni in Hz al secondo. In sismologia le frequenze maggiori a 10 Hz possono confondersi con quelle di natura antropica, che non investono i fabbricati. E’ importante avere a disposizione sensori sensibili capaci di registrare i vari movimenti del suolo nelle tre direzioni, verticale, e orizzontali in x ed y.
Il Terremoto, in mancanza della disponibilità dei sismografi, periodo prima 1900, la sua intensità si poteva valutare solamente dagli effetti più o meno distruttivi che produceva. Fu per primo il Mercalli, che propose una scala (M) con una serie di eventi distruttivi gradualmente crescenti da 1 a 10. Successivamente due americani, Conconi e Sieberg, la prolungarono fino a 12 gradi, assumdo il nome di scala MCS.
Successivamente, intorno agi anni 30 del 900, con lo sviluppo di sensori capaci di registrare le oscillazioni sismiche, e quindi risalire all’energia prodotta dallo scontro lento ma inesorabile in profondità fra le faglie a contatto nell’ipocentro, espressa in Joul=1 Watt/sec, diede la possibilita a Francis Richter di proporre la sua scala (Richter).
 
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Autore: Ing. Aldo Gatti |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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