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Iacchetti, né di destra né di sinistra
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CATANZARO - ". Chiedo scusa, signor Gaber se potevo fare meglio o addirittura non fare. Tuo Enzino". Con queste parole Enzo Iacchetti si è presentato al pubblico delle grandi occasioni, quello che lo voleva conoscere nel nuovo ed inedito lato della sua poliedrica personalità di comico, attore ed ora cantante. Una profonda amicizia da sempre ha legato Iacchetti a Gaber, un'amicizia, a suo dire, nata quasi per caso ma che ha trovato radici profonde.
Con "Chiedo scusa al Signor Gaber", Enzo Iacchetti ha inaugurato al Parco delle Biodiversità la quarta stagione di "Settembre al Parco", organizzata dalla Provincia di Catanzaro con Ruggero Pegna e l'associazione Escdance di Giacinto Lucchino.
«Uno spettacolo né di destra né di sinistra ma che riguarda l'uomo» quello in cui Iacchetti ha cercato di fornire molti spunti di riflessione e tanti attimi di comicità, pur se in entrambi i casi a tratti ha mostrato una certa debolezza nei testi.
Canzoni del «periodo televisivo di Gaber» venivano intervallate dai "pensieri buoni" del comico milanese che ha cercato di dare una impronta personale ad un repertorio spesso ritenuto troppo facile. In alcuni momenti è sembrato che tutto fosse il contrario, ovvero che le canzoni fossero solo il pretesto di trovare una conclusione in chiave musicale a quei monologhi che riportano alla memoria il Teatro Canzone tanto caro all'autore del "Signor G".
La "strana" rilettura delle canzoni presentate ha dato l'idea di un approccio diverso quasi irriverente al repertorio di Gaber, contaminandolo con brevi riferimenti alla musica italiana più attuale. E con l'aiuto della Witz Orchestra era possibile riconoscere durante le esecuzioni di "Barbera e champagne", la citazione di "Tanto" di Jovanotti o di "Vengo anch'io, no tu no" di Enzo Jannacci in "Porta Romana". Anche "Torpedo blu", "Il Riccardo", "Com'è bella la città", "La ballata del Cerruti", "Una fetta di limone" hanno subito lo stesso trattamento e viene da chiedersi se questa nuova veste potesse essere gradita a Gaber.
In "Gaber, Giorgio, il signor G", libro dedicato all'autore milanese, Iacchetti scrive: «.penso di saperlo fare il Teatro Canzone. L'ho fatto fin da ragazzo, perché da sempre guardavo a Gaber. Ma ho un carattere diverso da chi oggi riprende i testi di Gaber. Sapessi di avere il suo consenso, lo farei anche io». Evidentemente quel consenso è arrivato.
Per tutta la serata, Enzo Iacchetti ha cercato di instaurare uno stretto rapporto con il pubblico e proprio in quegli attimi di improvvisazione è venuto fuori l'artista che tutti conosciamo. Ed a lui, amico di Massimo Palanca, il pubblico ha voluto regalare una sciarpa del Catanzaro, ricevuta dalle mani di un tifoso. Infatti, è noto che il comico milanese dopo l'Inter rivolge le sue simpatie calcistiche alla squadra giallorosa.
Lo spettacolo è continuato fino al bis di "Trani a gogò" che ha anticipato i saluti e le nuove scuse a Gaber. «Chiedo scusa, signor Gaber se qualcosa non ti è piaciuto, tanto io ci proverò ancora. Tuo Enzino».
La serata, comunque, gradevole, è stato il preludio ad altri tre giorni di musica vera con i New Trolls, Ben E. King, e la talentuosa Dana Fuchs, un mondo più vicino allo spirito di "Settembre al Parco".
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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