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Poche donne si rivolgono al centro antiviolenza Demetra
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Lamezia Terme - È operativo da quasi un anno e vuol essere «un punto di riferimento per la donna violata». Si chiama "Demetra" ed è il centro antiviolenza promosso dall'amministrazione comunale insieme all'Asp, alle associazioni Aiaf Calabria, Mago Merlino, Aidm, Rinascita del Mediterraneo, al consultorio familiare Cles e alla Comunità Progetto Sud. In questi primi mesi di attività al centro si sono rivolte 19 donne lametine, età dai 21 ai 56 anni, che dopo anni di silenzio sono riuscite a prendere coraggio e a parlare della loro esperienza.
Per quasi tutti i casi si è trattato di storie di violenza consumata fra le mura domestiche; abusi reiterati di cui le vittime non avevano mai potuto o voluto prendere coscienza. Il centro "Demetra", con le varie figure professionali a disposizione, offre proprio la possibilità di cominciare ad affrancarsi da questa schiavitù, per prendere finalmente consapevolezza della propria dignità e della propria libertà di donna.
Per fare il punto sul lavoro del centro e per far conoscere meglio la sua funzione, ieri mattina è stato organizzato un seminario informativo destinato a docenti delle scuole e operatori del settore. A rappresentare il Comune l'assessore Giusi Crimi e la consigliera Rosa Andricciola, presidente della commissione Pari opportunità. A moderare il lavori Marisa Meduri, della comunità Progetto Sud.
«Siamo fieri di questo centro che deve crescere sempre di più e che rappresenta un punto di riferimento importante per il territorio», ha detto Crimi, «perchè quello della violenza sulle donne rimane uno dei problemi più gravi della nostra società, perciò dobbiamo adoperarci per diffondere con ogni mezzo la cultura del rispetto, a partire dall'educazione nelle scuole».
La presidente Andricciola ha lamentato il fatto che al seminario non ci fosse una presenza folta di docenti, nonostante fossero state invitate numerose scuole. «Questa è la dimostrazione», ha commentato, «che c'è ancora tanto cammino da compiere per far attecchire la cultura della non violenza. Un modo di pensare e di vivere che ancora stenta a fare breccia anche nella mente delle donne che subiscono passivamente per anni, senza aver la forza di ribellarsi».
Dai dati statistici è accertato che la violenza è la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni, più del cancro e degli incidenti stradali. La consigliera ha esortato soprattutto gli insegnanti a voler sensibilizzare le giovani generazioni su questa importante tematica «perché ogni forma di abuso esercitata sulle donne è reato e poi perché ogni azione violenta si ripercuote su tutto il contesto sociale che sta intorno: è energia negativa che genera aggressività».
Nel corso dell'incontro è stata anche messa in evidenza la rete sinergica che ha permesso la nascita e l'attività di "Demetra", nome che ricorda l'antica divinità del mondo greco, icona del genere femminile. All'incontro ha partecipato anche Cinzia Gullace, operatrice del Centro antiviolenza "Roberta Lanzino" nato nel 1988 in memoria della ragazza cosentina violentata e uccisa e che per anni è stata l'unica struttura in Calabria che si è occupata di queste tematiche.
Il centro lametino è nella sede dei servizi sociali su Corso Numistrano, aperto lunedì e giovedì dalle 8.30 alle 13, martedì dalle 15 alle 18. Il recapito telefonico è 0968.207604, mentre al numero verde 800.550403 funziona l'intera giornata.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Maria Scaramuzzino |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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