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Le vignette di Staino e Vauro contro intolleranza e razzismo
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Lamezia Terme - Staino, Vauro, Ellekappa, Lopez e Altan. Sono i noti vignettisti protagonisti della mostra "Nostra patria è il mondo intero. Migranti e briganti" che l'Arci e Feltrinelli hanno organizzato al Chiostro di San Domenico. Non a caso sono stati scelti degli autori che fanno una satira raffinata e pungente per parlare di intercultura, convivenza pacifica tra le razze, integrazione ed accoglienza.
Fino a domenica le vignette saranno esposte per simboleggiare le "matite appuntite" contro la disuguaglianza ed il razzismo, in tempi in cui la xenofobia e l'intolleranza vanno per la maggiore.
L'evento espositivo dà il via al progetto "I colori della luce: il luogo delle luci colorate che dipingono la città felice". L'iniziativa è finanziata dalla Regione, tramite il bando per l'integrazione degli immigrati in Calabria, ed è realizzata dall'Arci. Ad essere coinvolte nel progetto anche il primo circolo "Maggiore Perri" e l'istituto comprensivo "Augruso".
La mostra è stata presentata da Pietro Vesci e Antonio Marinaro dell'Arci, i quali hanno ricordato che si tratta di una manifestazione itinerante che sta facendo tappa nelle più importanti città italiane.
In rappresentanza dell'amministrazione comunale, l'assessore alle Politiche sociali Rosario Piccioni ha rimarcato l'impegno del governo cittadino sulle tematiche dell'integrazione e dell'accoglienza. «La città», ha detto l'assessore, «ha aderito al progetto "Sprar" dando ospitalità a dei rifugiati politici e a dei richiedenti asilo che da due anni vivono in un immobile confiscato messo a disposizione dell'amministrazione. Questo è una realtà positiva, un segno tangibile che sul nostro territorio l'inclusione sociale degli stranieri è possibile».
Ivan Falvo d'Urso dell'Arci Lamezia-Vibo ha messo in evidenza il ruolo che nell'ambito del progetto "I colori della luce" hanno le scuole cittadine. «Parlare di questi argomenti già con i bambini della scuola primaria», ha affermato, «vuol dire educare le giovani generazioni al rispetto dello straniero che dev'essere visto non come un nemico ma come un fratello che ha sentimenti, storie e tradizioni di valore, così come abbiamo noi occidentali». Falvo d'Urso ha poi sottolineato che la mostra è il naturale prosieguo della Giornata del rifugiato celebrata nel giugno scorso, con numerosi stranieri immigrati che vivono ed operano nel nostro territorio.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Meriem Tarybqy, giovane attivista del circolo "Martin Luther King" che sarà ufficializzato domenica sera a conclusione della mostra con un "apéritif coloré" e tanta musica live. Un modo allegro e festoso per far conoscere alla comunità lametina questo nuovo punto di riferimento per i giovani del territorio: calabresi e stranieri insieme per crescere e confrontarsi, per costruire quel futuro fatto di condivisione, libertà e democrazia che a volte sembrano un sogno irraggiungibile.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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