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A giugno nascerà il museo delle Terme
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Lamezia Terme - Storia, mito e scienza sono stati i nuclei fondanti della trattazione affrontata dalla scrittrice e giornalista Dora Anna Rocca nel corso dell’ incontro “La storia di Caronte dal XVIII secolo ad oggi” programmato dall’ Uniter, presieduta da Italo Leone. Presenti molti studenti delle quinte classi delle scuole superiori. La scrittrice, traendo spunto dal volume “Le Terme di Caronte nel tempo" che aveva pubblicato alcuni anni fa, ha illustrato l’ importanza delle acque termali per il territorio regionale e nazionale collegandosi alle molteplici discipline di riferimento e rivisitando l’ argomento alla luce delle competenze e conoscenze acquisite nel frattempo. Il recupero di una serie di dati ha consentito di valutare ulteriormente «questa ricchezza della Calabria - ha detto la relatrice - che trae origine dal fiume Bagni e che fu conosciuta fin dall’ epoca dei romani per i quali era nella loro cultura fare tappa nelle terme per le loro virtù salutari». All’ origine le sorgenti di Sambiase, ricche di una vistosa quantità di sali minerali con proprietà terapeutiche per patologie anche cardiovascolari e reumatiche, erano nove, in seguito ridotte a sei ed ora a due: la nuova Caronte e la Santa Elia. «Le nuove scoperte metodologiche - ha proseguito la scrittrice - hanno consentito di eseguire analisi più accurate delle acque termali, un tempo ritenute magiche, e di enucleare gli effetti terapeutici in maniera più scientifica sempre previa consultazione del medico. Però è bene utilizzare le acque sul posto perché non è la stessa cosa quando le acque sono imbottigliate». L’ incontro ha contributo a dare « merito a due personaggi che hanno lavorato nel nostro territorio e di cui non si sapeva niente», vale a dire al catanzarese Francesco Ricca e al crotonese Giuseppe La Camera. Il primo effettuò sul posto delle analisi chimiche delle acque con metodi considerati all’ avanguardia e fece il censimento degli abitanti di Sambiase che nel 1734 risultarono 6300 mentre il secondo continuò ad analizzare le acque completando il lavoro intrapreso da Ricca e pervenendo a risultati non del tutto lontani da quelli di oggi. Nell’ esaminare l’ aspetto storico, la scrittrice Rocca ha evidenziato il percorso iniziato nei primi anni del ‘700 dalla famiglia Cataldi che, dopo essersi resa conto delle potenzialità delle acque termo-minerali di Sambiase, ne iniziò lo sfruttamento a livello industriale ed ha sottolineato anche le difficoltà che oggi incontra nel portare avanti la struttura delle terme oltre all’ assenza delle istituzioni nella valorizzazione di questa risorsa del nostro territorio. «Noi, come tutte le terme calabresi, dobbiamo sostenere delle spese che attualmente non sono coperte dall’ Asp che non dà più contributi adeguati limitandosi ad una certa cifra oltre la quale lavoriamo gratis per dare giustamente il servizio delle terme alla popolazione» ha affermato il dottore Giancarlo Gaetano, in rappresentanza del direttore generale delle Terme Emilio Cataldi, annunciando invitando l’ inaugurazione del Museo delle Terme a giugno 2011.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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