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Quando l'illegalità è un fatto naturale
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Lamezia Terme - La società calabrese con le sue cruciali problematiche sociali, economiche, culturali e criminali è al centro dell’ ultimo libro “ La Calabria sottosopra” del giornalista del Sole 24Ore, Nino Amadore, presentato, presso il teatro Umberto, dall’ assessore alla Cultura del Comune di Lamezia Terme Tano Grasso, dal sindaco Gianni Speranza e dal componente dell'Associazione lametina antiracket Costantino Fittante. L’ incontro è stato moderato da Pietro Melia di Rai Calabria.
Nino Amadore, che nel libro ricorda l’esperienza amministrativa di Gianni Speranza, ha dichiarato di raccontare «quello che vede» partendo dai calabresi e dalla ‘ndrangheta che non ha contorni definiti. «Troviamo difficoltà - ha detto - a trovarla perché si confonde con il senso dell’ onore e dell’ amicizia. E’ una ndrangheta che ha mandato i figli a studiare forse per allontanarli dal suo destino, ha occupato l'università di Messina, ha fatto valere il proprio potere sul mercato degli scambi criminali con la mafia siciliana» ma il cambiamento potrebbe attuarsi con l’ adozione di idonee strategie come il coordinamento dei sindaci che potrebbero promuovere atti di rottura nei rapporti con la ‘ndrangheta. «È un libro inchiesta sulla Calabria di oltre 100 pagine - ha chiarito l’ assessore Tano Grasso - che ha la struttura del reportage e nel quale, fin dalle prime pagine, si parla di ndrangheta» sollecitandoci «tante riflessioni su molte cose». Argomento fondamentale è, dunque, quello della ‘ndrangheta la quale decide il funzionamento del mercato instaurando con le imprese un rapporto di convenienza cosicché gli imprenditori, naturalmente non tutti, non denunciano non per paura ma per non far saltare la convenienza e quindi per non essere tagliati fuori dal mercato. Per contrastare la ‘ndrangheta - ha affermato l’ assessore Tano Grasso - bisogna diventare fissati sul problema della ‘ndrangheta” e in tal modo Lamezia, che è una città aperta ma attraversata dal fenomeno della ‘ndrangheta, «può diventare antindranghetista riconoscendo la triste realtà mafiosa che vive quotidianamente». In Calabria, racconta l’ autore, non c’è solo la ‘ndrangheta che condiziona lo sviluppo e la crescita della regione, ma c’è anche l’assenza di una classe dirigente solida, forte, capace di fronteggiare le pressioni del malaffare e la malavita organizzata legata direttamente alle 'ndrine o alla loro subcultura mafiosa. In questo clima l'illegalità è diventata un fatto naturale e scontato conferendo un forte potere alla 'ndrangheta che si è quasi fatta classe dirigente in enti locali, province, aziende sanitarie locali e, mutuando i riti massonici o entrando a pieno titolo nelle logge, ha portato i propri uomini nei salotti buoni. Secondo il sindaco Gianni Speranza, il libro, attraverso un’ analisi rigorosa, ci presenta una Calabria sottosopra che offre, tuttavia, squarci di prospettive, speranze, sforzi, impegni che cercano di aprire una dimensione diversa da quella di oggi» . È questa la Calabria sottosopra, in cui la mancanza di una classe dirigente provoca una politica debole a medio termine che porta tanta sofferenza alla società. Nonostante l’ imperante silenzio c’è ancora una minoranza che non si arrende e che fa il proprio dovere per tentare di riscattare la nostra terra.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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