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Il monologo "Ecce Robot!" ha aperto la rassegna "Ricrii"
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Lamezia Terme - La rassegna teatrale “Ricrii”, diretta da Dario Natale, ha aperto i battenti con il monologo “Ecce Robot!” Cronaca di un’ invasione, composto e interpretato da Daniele Timpano. Lo spettacolo, presentato dalla produzione “ amnesiA vivacE”, si ispira all’opera di Go Nagai ed è impreziosito dalle musiche originali di Michela Gentili, Natale Romolo che rimandano all’ originale colonna sonora di Michiaki Watanabe. Avvolto da una tutina bianca, che spicca sul fondo nero del palco del teatro Umberto, illuminato ora da una sola luce, ora da luci differenti, l’ estroso attore Daniele Timpano, in completa solitudine, evoca al foltissimo pubblico, tra cui molti studenti delle scuole superiori, gli anni Settanta quando i cartoni animati giapponesi dominavano i palinsesti televisivi. E lo fa ripercorrendo per frammenti l’ immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla Tv e ignara di vivere negli anni di piombo. Una generazione che cresceva tra i robot d’ acciaio nell’ Italia segnata dalle stragi, dal rapimento di Aldo Moro, dalle Brigate Rosse, dall’ ascesa al potere di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni. «Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i famigerati cartoni animati giapponesi», recita Daniele Timpano che, un po’ traballante, un po’ balbuziente, con gesti talvolta strambi, alterna la ricostruzione di lotte fra mostri meccanici a spiazzanti segmenti autobiografici attraverso Mazinga Zeta o Goldrake e altri cartoni animati giapponesi che hanno contribuito a cambiare la percezione della cultura di un’ intera generazione di giovani. L’ invasione dei cartoni animati nipponici, iniziata in Tv il 4 aprile del 1978, continuò negli anni successivi fino agli anni Ottanta e Novanta, anni in cui le serie animate nipponiche, trasmesse in Tv in Italia, raggiunsero il numero di 350 essendo molto convenienti a livello economico. Spigolosi, violenti, scorretti, privi di ogni considerazione pedagogica e, apparentemente ritenuti dei semplici sottoprodotti della cultura di massa da schiere di sciocchi genitori, sciocchi intellettuali, sciocchi opinionisti e sciocchi sociologi dell’ epoca, diventarono invece miti e modelli di riferimento di tutta una generazione e occasione di rimbecillimento. «Può darsi. D’ altronde sono stati loro i nostri veri genitori. Tutto ciò che so, che sento e sono, è cominciato, nel bene e nel male, davanti alla Tv»», dice Daniele Timpano con tono autocritico e supportato per tutta la durata dello spettacolo dalla voce narrante fuori campo del tecnico del suono, Marco Fumarola.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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