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Omaggio al grande De Filippo con un originale Rocco Papaleo
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Lamezia Terme - Hanno catturato il pubblico per un'ora e quaranta minuti. Nel corso dei quali hanno riproposto in maniera magistrale quattro atti unici di Eduardo De Filippo scritti tra il 1928 ed il 1938. Hanno riscosso un grande successo gli artisti che si sono esibiti in "Eduardo: più unico che raro", lo spettacolo che ha aperto la nuova stagione di prosa messa a punto dall'Amministrazione comunale. Sul palco del Politeama si sono esibiti un originale Rocco Papaleo e un bravissimo Giovanni Esposito, magistralmente diretti dal regista Giancarlo Sepe.
Un omaggio al grande Eduardo attraverso quattro tra i suoi più straordinari atti unici. Il sipario si è alzato con "Filosoficamente" (il testo è del 1938): un impiegato di modeste condizioni economiche ha due figlie, Margherita e Maria che, con grande preoccupazione del padre, non si sono ancora sposate. Viene organizzata una festa in casa per permettere alle ragazze di conoscere due spasimanti, Arturo e Vincenzo, che però hanno dei difetti di non poco conto. Questo non impedirà il lieto finale. Il secondo atto è stato "Sik-Sik" (testo del 1929), che racconta la malasorte di questo mago improvvisato. Sik-Sik suona molto vicino al "sicco" napoletano, che vuol dire magro, già col proprio nome e le fattezze fisiche descrive la sua miseria: è infatti un prestigiatore da strapazzo che per i suoi trucchi ha bisogno della moglie Giorgetta incinta e di un compare che deve fingersi spettatore. Il compare abituale non si presenta e Sik-Sik è costretto a ingaggiarne un altro.
Il terzo atto proposto è stato "Pericolosamente": protagonista di questo atto unico è Dorotea, una brava donna, ma con un carattere così impossibile che - a detta del marito Arturo - può essere domata solo a colpi di pistola. L'arma di cui egli si serve è, naturalmente, caricata a salve, ma Dorotea non lo sa e ogni volta crede di dovere la propria salvezza a un miracolo. E Michele, l'amico arrivato dall'America dopo quindici anni di lontananza, assiste allibito alle continue sparatorie finché, messo da Arturo a conoscenza del gioco, non ne diventa divertito complice. Infine, "La voce del padrone": la commedia racconta del tentativo di effettuare la registrazione, in sala d'incisione, della canzone Adduormete cu'mme. Arriva dapprima il tecnico, poi il direttore della sala, quindi il maestro Scardeca, il violinista Attilio, la cantante 'di strada' Fiammetta Flambò, il trombonista Camillo, Nicola il maestro di clarino, Vincenzo il batterista ed infine la vera cantante Clara. Ecco l'orchestra è al gran completo, ma sarà un'incisione assai travagliata.
Lo spettacolo, andato in scena sabato e domenica scorsi al Politeama, ha registrato il tutto esaurito. Il prossimo appuntamento con la stagione di prosa è invece per domenica e lunedì prossimi con "Riccardo III" di William Shakespeare, ideazione, adattamento e regia di Jurij Ferrini.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Luigina Pileggi |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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