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Oriana Fallaci nei momenti più salienti della sua esistenza
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Lamezia Terme - «Era il 15 settembre 2006 quando Oriana Fallaci si spegneva nel tepore asettico di una casa di cura, dopo aver gettato l’ ultimo sguardo sul cupolone del Duomo della sua Firenze, che amava come la vita. Aveva 77 anni». Così la professoressa Costanza Falvo D’ Urso si è espressa sull’ epilogo della vita di Oriana Fallaci sulla quale ha tenuto una conversazione dal titolo “ Né rabbia né orgoglio” inserita nell’ ambito delle attività culturali dell’ Università della terza età, presieduta da Italo Leone. La relatrice ha introdotto l’ argomento facendo scorrere, su un video, una carrellata di fotografie, che ritraggono la Fallaci nei momenti più salienti della sua vita, dall’ età di tre anni ( era nata nel 1929) fino al 1992. Momenti che ne fissano l’ immagine sulla sua bicicletta quando era staffetta partigiana ( 1943) o con il suo compagno, scrittore e poeta Alekos Panagulis all’ epoca del loro grande amore o mentre intervista personaggi famosi del cinema come Juliette Greco, Paul Newman, Sean Connery o esponenti della politica internazionale come Golda Meir, Ali Bhutto, Khomeini, di fronte al quale si tolse lo chador per protesta. Nel corso dell’ incontro è emersa la figura di « una donna coraggiosa, di una grande scrittrice, di un’ autrice discussa che puntualmente scatenava polemiche culturali e non solo, ma si è evidenziata anche la straordinarietà delle sue opere sia per la qualità della scrittura che per i contenuti come “Un uomo” e “Lettera ad un bambino mai nato” che vanno collocate nel Pantheon della grande letteratura del ‘900», ha dichiarato la Falvo D’ Urso. «Opere -ha continuato - che non lasciano indifferenti, ma emozionano e offrono motivi di riflessione, come del resto tutta la sua lunga e avventurosa vita, caratterizzata da una vasta cultura, da una non comune intelligenza e da una estrema coerenza». Oriana era conosciuta in tutto il mondo per le sue interviste pungenti e spietate e per i suoi reportage di guerra nei quali si coglie un innato talento nel racconto della brutalità bellica unita ad una durezza, spesso, inimmaginabile. Ma nonostante la sua apparente durezza nel suo modo di fare giornalismo, - ha affermato la Falvo D’ Urso - aveva anche una profonda umanità e sensibilità. Era una donna tanto forte di fronte ai potenti e tanto fragile di fronte all’ amore». Tra le fasi più significative della sua vita si impone quella dello scambio epistolare con monsignor Rino Fisichella, seguito da lunghissime telefonate e da un’ amicizia profonda che ha travalicato anche la morte di Oriana come pure l’ incontro privato , nell’ agosto del 2005, a Castel Gandolfo con il Papa Benedetto XVI di cui Oriana leggeva i libri facendola sentire meno sola pur essendo «un’ atea ma profondamente cristiana sul piano culturale». Intensa fu l’ avversione della Fallaci verso il mondo islamico provata dal libro “Insciallah”, pubblicato nel 1990, e divenuta più forte dopo gli attacchi terroristici dell’ 11 settembre 2001 a New York. La famosa trilogia “La rabbia e l’ orgoglio”, “La forza della ragione”, “Oriana intervista se stessa”, con un post scriptum “L’ Apocalisse” nel 2005, denuncia lo scontro di civiltà tra Islam e Occidente mettendo in evidenza la rabbia implacabile di Oriana e, quindi, senza ipocrisia la sua posizione e il suo pensiero xenofobo che trae origine dalla sua consapevolezza che l’ indulgenza e il buonismo, sostenuti dall’ Europa, di fronte all’ offensiva musulmana si traducono in svantaggio per le sue radici cristiane.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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