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Teatro, "Die Panne" con Gian Marco Tognazzi
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Lamezia Terme - E’ approdato al Politeama, dopo il rinvio dello scorso 8 e 9 gennaio, “Die Panne” con la regia di Armando Pugliese e l’interpretazione di Gian Marco Tognazzi nei panni di Alfredo Traps. E’ proprio intorno a questa figura che si sono concentrate le oltre due ore di spettacolo. La storia è la rivisitazione dell’omonimo racconto di Friedrich Durrenmatt in cui tutto ruota, in una serata goliardica, su un finto processo in cui però il protagonista si confessa con sincerità e ammette alcune sue colpe reali. Tutto nasce quando Traps rimane in panne con la sua macchina e chiede aiuto ad alcune persone di un’abitazione vicina. In questa casa il padrone di casa, un giudice, ospita due suoi amici un avvocato e un pubblico ministero. Ciononostante accoglie in casa l’inaspettato ospite e insieme agli altri lo mettono subito a proprio agio spiegandogli il loro divertimento. Si dilettano infatti a rielaborare processi storici. Tognazzi, che interpreta l’ospite inaspettato, è invitato a cena e da qui tra una portata e un’altra i quattro improvvisano un finto processo. Sullo sfondo la presenza della bella Simone che attrae lo stesso Traps impegnato però a dialogare con i tre suoi ospitanti. Inizia un gioco che lo vede imputato e quindi sottoposto a precise domande. A questo punto si sviluppa il paradosso dell’intera storia perché Traps rispolvera alcune sue colpevolezze e, immedesimatosi nel personaggio, si confessa e accetta con convinzione la condanna che il giudice, il pubblico ministero e l’avvocato gli infliggono a seguito di una fantomatica camera di consiglio. E’ qui che nel racconto il paradosso diventa ancora più evidente. Un gioco si trasforma in tragedia perché Alfredo Traps decide addirittura di farla finita impiccandosi e rimanendo vittima della disperazione per la condanna subita. La reazione sibillina degli altri finti attori è riassunta nell’espressione del giudice che impreca al gesto di Traps esclamando un “Peccato ci ha rovinato la notte più bella della nostra vita” proprio a voler testimoniare il loro intento goliardico che aveva consentito di trascorrere un’allegra serata.
 
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Autore: antonio mercuri |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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