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L’Uniter rievoca la storia del Risorgimento
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Lamezia Terme - Nella ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’ Italia, l’ Università della terza età ha organizzato un dibattito per esaminare sia la storia del Risorgimento riportata generalmente nei manuali scolastici sia quella secondaria citata nelle opere monografiche e nei vari documenti. «Lo scopo della conversazione - ha riferito il presidente dell’ Uniter Italo Leone - è quello di prendere coscienza di quello che è stato per cercare di comprendere la presente situazione del Paese e cogliere anche i messaggi politici che stanno giungendo da varie parti sia a livello nazionale che locale». Infatti è noto a tutti che « in questo momento - ha continuato - in Italia sono presenti seri movimenti centristi che in qualche modo mettono in discussione proprio questa celebrazione e l’ Italia unita attraverso giudizi antitetici». Secondo lo storico Vincenzo Villella, la maggior parte degli storici sostiene che il Risorgimento non sarebbe finito nel 1861 ma nel 1870 con la presa di Roma attraverso la Breccia di Porta Pia e con la proclamazione di Roma, capitale d’ Italia, anche se ancora mancava Venezia. Qualche altro sostiene che nemmeno il 1870 è una data esatta e, facendo riferimento alla prima guerra mondiale, parla di una quarta guerra d’ Indipendenza che coinciderebbe con la prima guerra mondiale quando Trento e Trieste vengono incorporate allo Stato italiano e, quindi, l’ Italia raggiunge la sua unità. Al processo dell’ Unità d’ Italia parteciparono soprattutto gli intellettuali e la borghesia agraria mentre rimasero totalmente assenti i contadini che non avevano ideali politici e approfittavano di ogni segno di cambiamento per ottenere un pezzo di terra. Questo loro desiderio fu esaudito da Garibaldi che, nel 1860, da Rogliano emanò un decreto con il quale concedeva loro delle terre che però, appena egli si allontanò dalla Calabria, furono loro riprese perché il Decreto fu abrogato. La Calabria diede il suo contributo all’ unificazione d’ Italia attraverso molti uomini valorosi tra cui Francesco Nicotera di Sambiase, Francesco Stocco di Decollatura e Raffaele Piccoli di Castagna ( 1819- 1880) sul quale Salvatore Piccoli ha scritto un libro intitolato “Il soffio del silenzio” ovvero “Romanzo di un ribelle” ( presentato durante l’ incontro) nel quale si intrecciano i fatti personali del protagonista con quelli storici. L’ opera è inserita nell’ elenco dei libri della Commissione Governativa per l’ Unità d’ Italia. L’ eroe calabrese Raffaele Piccoli combatté nelle rivolte del 1848, fu imprigionato dai Borboni insieme a Settembrini e Spaventa nelle galere di Ventotene e fu esule in Inghilterra con Giuseppe Mazzini, salpò da Quarto con Garibaldi nel 1860. Dopo l’unità pagò la sua coerenza all’ ideale repubblicano con una vita di stenti e di miseria. Affamato e abbandonato da tutti, anche dai suoi amici, la notte del 28 agosto 1880 si suicidò conficcandosi un chiodo in testa.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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