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Sel cerca le primarie e chiede al Pd di tirare fuori le sue candidature
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Lamezia Terme - Sinistra ecologia e libertà sfida il Partito democratico sul terreno delle primarie. Sel è ancora in attesa di un segnale dal Pd, che si oppone a questa forma di competizione, per concordare una strategia comune nel centrosinistra in vista delle amministrative di primavera. Ma il tempo è quasi scaduto. L'ultimatum, infatti, è fissato nella riunione di oggi pomeriggio alle 17 nella sede regionale del Pd in Via delle Nazioni.
Ma come si motiva il comportamento del Pd? Ferdinando Aiello, neocoordinatore regionale di Sel, non ha dubbi: «Si comportano così perché non hanno candidati da proporre, e soprattutto si oppongono alle primarie, la soluzione migliore e più democratica dal punto di vista del coinvolgimento dei militanti e di tutti gli elettori. Mirano chiaramente a isolare Sel per nascondere le proprie debolezze». Ancora Aiello: «Il commissario regionale del Pd Adriano Musi deve spiegarci metodi e criteri con i quali verranno scelti i candidati se non si faranno le primarie».
Anche l'ex sindaco di Cosenza Eva Catizone ritiene indispensabili le primarie, perché «in questo modo tutti gli occhi sarebbero puntati sulla Calabria. Però c'è chi continua ad opporsi sostenendo che sia forte il rischio di fare la stessa fine della Campania. Al contrario, non mancano i metodi di controllo e trasparenza. È semplicemente una mancanza di volontà».
Concorda su questa linea Anna Maria Longo, esponente storica della sinistra fin dagli anni Sessanta, secondo la quale «le primarie vanno fatte». Longo ha lasciato il Pd per abbracciare Sel. Lo ha fatto «a causa della sua mancanza di una linea politica e della delegittimazione del Mezzogiorno». La combattiva esponente lancia una frecciata anche a Pierluigi Bersani: «Non ci siamo a livello nazionale. Bersani è venuto in Calabria una volta sola: quando dovevamo votarlo. Non conosce i calabresi».
Il passaggio a Sel di Longo è salutato con molto entusiasmo sia da Aiello che da Catizone. «La storia di Anna Maria è il nostro patrimonio. La sua è una figura autorevole, lungimirante e innovativa che ci consente di crescere e di porre la dovuta attenzione al mondo delle donne, specialmente in una fase delicata come questa, dove Berlusconi ha un'idea della donna che non ci appartiene» dice Aiello.
Catizone vede Anna Maria Longo come «un punto di riferimento per l'universo femminile, per le sue battaglie di libertà. Ma non solo. È una persona che darà un apporto determinante in saggezza, esperienza e competenze».
Longo, dopo aver ringraziato Aiello e Catizone, spiega i motivi del suo cambiamento: «Ho due esigenze politiche forti e mi piacerebbe che Vendola, unico leader in questo scenario politico incerto, se ne facesse carico. In primis gli chiedo di rimettere in piedi il Mezzogiorno, cancellato dal governo centrale, ma anche, cosa ancora più grave, dall'opposizione. Vendola dovrebbe aggregare la classe politica meridionale, riproponendo il Sud come interlocutore di un Mediterraneo che lotta per la libertà e le democrazia. La seconda esigenza riguarda la questione delle donne, che devono avere più peso politico per arrivare a costruire una società più umana che superi le divisioni».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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