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«Si getta fango su De Grazia per colpire la legge Lazzati»
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Lamezia Terme - «Bene ha fatto Romano De Grazia, alto magistrato in pensione e presidente del Centro studi "Lazzati", a intraprendere azioni legali a sua tutela dopo le rivelazioni che lo accusano di un episodio di presunta corruzione in atto giudiziario risalente addirittura a circa vent'anni anni addietro. Questa vicenda non può che destare incredulità e sconcerto in chi lo conosce, ed è al corrente del suo fermo e determinato impegno da sempre a difesa della legalità». Lo sostiene Maurizio Feraudo, segretario regionale di Italia dei valori, dopo le accuse di un pentito secondo cui il magistrato di Cassazione avrebbe chiesto voti alla 'ndrangheta.
Per Feraudo «l'evidente intento di gettare fango su De Grazia non è, proprio per la sospetta tempistica e per le modalità roboanti con cui l'episodio è stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica, quello di fare chiarezza su una vicenda i cui contorni appaiono a dir poco grotteschi e paradossali, ma quello di screditare e delegittimare il padre della legge 175/2010 dello scorso 13 ottobre, approvata dopo un lunghissimo iter durato ben 17 anni e meglio conosciuta come "legge Lazzati", che toglie ai delinquenti la possibilità di fare campagna elettorale». Si tratta della norma che vieta ai sorvegliati speciali di fare campagna elettorale.
Aggiunge il segretario dipietrista: «C'è in questa triste vicenda quanto basta affinché ciascuno, anche il più sprovveduto dei lettori, possa farsi il proprio convincimento sulle reali intenzioni che hanno mosso chi ha inteso portare oggi sulla stampa un'accusa grave per fatti che si sarebbero verificati nel lontano 1993. C'è, in questa triste vicenda, quanto basta per esprimere all'amico Romano De Grazia la vicinanza e la solidarietà mia e quella del partito che ho l'onore e il dovere di rappresentare, anch'esso da sempre energicamente impegnato per l'affermazione e la difesa della legalità. Con l'auspicio che egli sappia trarre, da quanto accadutogli, la forza per riaffermare con maggiore grinta e incisività il suo impegno per una Calabria sempre più libera dai condizionamenti criminali e sempre più attenta e dedita ai temi della legalità e dello sviluppo. Un percorso che possiamo proseguire, condividendolo insieme, da subito. Già dai prossimi imminenti appuntamenti che con Antonio Di Pietro terremo in Calabria».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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