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De Biase e Chirillo non condividono la richiesta di scioglimento
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Lamezia Terme - «Vogliamo aiutare Raffaele Mazzei a capire, spiegandogli che la situazione è gravissima e che lui risulta essere l'unico che non se n'è accorto: certo se si hanno problemi personali, se si carica a testa bassa e si vedono nemici dappertutto, difficilmente si può fare buona politica; e soprattutto si finisce per dire cose non vere, come quando ha dichiarato di aver dato solo la sua "disponibilità a dimettersi da capogruppo", mentre invece le sue dimissioni sono state redatte e consegnate: non c'era bisogno alcuno, quindi, di fregiarsi ancora di un titolo che non si ha più». I consiglieri Francesco De Biase e Francesco Chirillo, usciti dal gruppo Pdl, si rivolgono così al loro collega Mazzei dopo averlo sfiduciato con un documento firmato anche da Carolina Caruso.
È la risposta indiretta di De Biase e Chirillo a Mazzei che dopo aver dato la sua disponibilità a dimettersi da capogruppo rivolgendosi al commissario del Pdl Maurizio Vento, aveva dichiarato: «Ignoro ancora oggi le vere motivazioni politiche che hanno indotto alcuni consiglieri ad abbandonare il gruppo del Pdl».
Sta di fatto che fino a ieri al presidente del consiglio comunale Francesco Muraca non era arrivata alcuna richiesta di dimissioni da capogruppo.
Tra consiglieri del Pdl ed ex si è arrivati ai ferri corti. E l'arrivo del commissario Vento finora non ha placato gli animi e le polemiche politiche. Tanto che De Biase e Chirillo affermano: «Appare veramente singolare che soltanto il consigliere Mazzei non conosca i veri motivi della strappo da parte dei sottoscritti. Cosa dovrebbe succedere di più per scuoterlo e per fargli capire le macerie che ha costruito attorno a sé?». Dopo averlo definito «nuovo trait-d'union tra il pensiero d'ippolitiano e quello galatiano», i due consiglieri fuoriusciti aggiungono: «Mazzei dovrebbe essere più aggiornato sugli eventi che ruotano intorno al Pdl, forse scorda il vizio d'origine d'esser stato eletto solo da due consiglieri del gruppo su sei: eppure, non più tardi di qualche mese fa, risultava addirittura "indiavolato" poichè gli amici dell'onorevole d'Ippolito non l'avevano votato capogruppo. Forse fa finta di non ricordare la rabbia politica e i toni gridati ed espressi sulla stampa, quando ha chiesto l'espulsione della consigliera Teresa Benincasa. Forse il non "neofita" Mazzei non s'è accorto che guidava da solo una macchina vuota, considerato che nemmeno una parvenza di gruppo consiliare è riuscito a creare. Forse non s'è accorto delle nostre doglianze, quasi che tutto quanto da noi detto fosse un banale chiacchiericcio e non il sintomo del malessere creato dal suo agire».
Per De Biase e Chirillo, prima nel Pdl oggi nel Gruppo misto, «il consigliere Mazzei non ha visto come tutta la classe dirigente lametina sia stata mortificata dal commissariamento voluto dal coordinatore provinciale Miche Traversa, che ha ritenuto di non fidarsi dei tanti rappresentanti nazionali, regionali, provinciali e locali di questa città».
Per i due consiglieri ex Pdl «Mazzei non s'è reso conto che non siamo riusciti neanche ad avere una linea comune con i partiti che con noi hanno condiviso un programma ed un sindaco. Un coordinamento, una proposta comune, qualcosa che facesse pensare ad un progetto politico alternativo per la città. Forse Mazzei non ha capito che la scelta di puntare allo scioglimento del consiglio comunale e quella di andare a riferire al prefetto senza alcuna condivisione né con i vertici del Pdl, né con il partito, e neanche con il resto del gruppo rappresenta un vulnus gravissimo».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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