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La reale integrazione tra i rom e gli "italiani"
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Lamezia Terme - Lo hanno chiamato "pensatoio". Un luogo cioè dove tirare fuori delle idee e metterle poi in pratica nella scuola. È il progetto pilota messo a punto dall'associazione "La Strada" che ha chiamato a raccolta gli insegnanti e gli educatori che operano con i bambini rom. Un progetto nato da un convegno, che si è svolto nel settembre scorso, e che sta avendo i suoi primi frutti. All'incontro presero parte oltre che i volontari de "La Strada" anche il gruppo "Abele" di Torino e i rappresentanti dell'associazione "Maestri di strada" di Napoli, con a capo uno dei fondatori, Cesare Moreno, che hanno discusso con formatori, insegnanti e volontari sulle strategie da intraprendere per meglio relazionarsi con i rom.
Da allora, un gruppo di insegnanti delle scuole cittadine si incontra periodicamente nella sede dell'associazione "La Strada", che di volta in volta invita esperti e docenti dell'Università della Calabria. Incontri volti alla formazione degli insegnanti, soprattutto sul come fare scuola in contesti difficili. Da qui l'ambiziosa quanto importante idea di creare un nuovo modo di fare didattica. Cucita apposta sui rom. Sulle loro abitudini, sulle loro esigenze e soprattutto sulle loro necessità.
«Noi non siamo un ente di formazione, ma un'associazione di volontariato che sta coinvolgendo gli insegnanti delle scuole – ha spiegato Sabrina Cretella dell'associazione "La Strada" – la nostra associazione, che da anni promuove l'integrazione scolastica di giovani altrimenti a rischio di emarginazione ed esclusione, svolge anche un'attività di sensibilizzazione culturale e di sviluppo professionale tesa a migliorare le relazioni della comunità cittadina con quelle parti della città e della cittadinanza che sono distanti ed escluse e a migliorare le metodologie con cui diversi professionisti, educatori, operatori sociali, docenti usano per promuovere la piena cittadinanza dei giovani a loro affidati. Abbiamo infatti promosso una serie di occasioni di pubblici, dibattiti e seminari di formazione e stabilito una collaborazione con le più significative esperienze di integrazione che ci siano in Italia (Gruppo Abele e associazione Maestri di Strada). Si è creato anche un bel gruppo di docenti, molto motivati, che frequentano con interesse i nostri incontri. E il 25 marzo questo pensatoio verrà portato fuori dalla sede della nostra associazione e andrà direttamente nella scuola».
Il seminario di riflessione sulle pratiche educative, intitolato "Fare scuola in condizioni difficili", è stato organizzato in collaborazione con l'Istituto comprensivo "Pietro Ardito" e si terrà nella sede dell'auditorium della scuola media "Pitagora" venerdì 25 marzo dalle 15.30 alle 19. All'incontro sono inviati tutti i docenti lametini. Per l'occasione sarà presente Cesare Moreno che presenterà questa nuova idea progettuale che ha come obiettivo quello dell'integrazione sociale.
«La scuola deve adeguarsi alle esigenze dei ragazzi – ha detto alla Gazzetta del Sud Cesare Moreno – le condizioni operative della scuola si devono infatti adattare al contesto del quartiere. È l'insegnante che deve andare dove sono i ragazzi, e non il contrario, soprattutto quelli che sono ai margini e vivono in condizioni disagiate. Il ruolo del maestro è molto importante perchè deve in tutti i modi cercare di fare stare bene i bambini, deve creare un ambiente accogliente, un luogo sociale che fa stare insieme i bambini. La classe deve diventare un vero e proprio focolaio domestico, dato che spesso i bambini che si trovano in condizioni disagiate non vivono questo focolaio nelle loro case». Per il fondatore dell'associazione "Maestri di strada" la prima cosa «è lavorare perché a scuola ci siano le condizioni operative adeguate al contesto: non ci possiamo limitare a offrire un'aula scolastica, serve molto di più. La scuola dovrebbe essere umanamente al di sopra dell'ambiente da cui provengono i bambini».
«L'obiettivo – ha sottolineato l'educatore – è quello di creare una buona scuola, capace di formare una comunità. La classe non può essere infatti intesa solo come luogo dove si fa lezione, ma un luogo dove si incontra una comunità. L'attività portata avanti dall'associazione "La Strada" – ha proseguito Cesare Moreno – è meritoria e probabilmente ci sono delle sottovalutazioni da parte dei lametini: i volontari infatti non svolgono solo l'attività di trasporto dei bambini rom nelle scuole, ma creano quei legami sociali e personali tra i rom e gli "italiani". C'è tutto un lavoro dietro che è importantissimo: il trasporto è solo l'ultimo tassello di un'opera che si svolge quotidianamente, con fatica e impegno, ma anche con tanto amore e devozione, verso quella che ormai è diventata una vera e propria missione: riuscire a conquistare quell'integrazione tanto ricercata ma ancora non raggiunta».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Luigina Pileggi |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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