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Estese le ipotesi di licenziamento anche nei termini
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Lamezia Terme -
L’Associazione degli Avvocati Lavoristi e Previdenzialisti del Tribunale di Lamezia Terme ha organizzato un incontro di studio sul tema “ Il collegato lavoro e riflessi sul rapporto di lavoro a termine” allo scopo di approfondire, formare e preparare gli avvocati professionalmente. « La professione dell’avvocato - ha affermato la presidente dell’associazione Caterina Restuccia - deve essere valorizzata più di quanto non lo sia, soprattutto oggi, con lo svilimento e l’ affievolimento di valori portanti quali l’ onestà, la professionalità, il rispetto delle regole della deontologia». Sull’ importante tematica ha relazionato il Giudice del Lavoro del Tribunale di Lamezia Terme, Gustavo Danise, ora assegnato al Civile, alla presenza di moltissimi avvocati che hanno letteralmente gremito la sala del Centro Pastorale della città lametina. Partendo dall’ analisi della legge n 103 del 2010 “ Il Collegato Lavoro”, cosiddetta perché collegata alla Finanziaria 2009 ed entrata in vigore il 24 novembre del 2010, dopo un travagliato iter parlamentare durato due anni e dopo aver subito numerosi emendamenti, il magistrato ha messo in luce le novità introdotte nelle questioni del Diritto del Lavoro e le modiche che hanno investito molti istituti storici al suo interno. Tra questi istituti il magistrato ha ricordato la stessa impugnazione del licenziamento. « Ipotesi- ha chiarito - che è stata estesa a molte altre ipotesi. In effetti i termini per poter agire sono stati modificati ed estesi a numerosi istituti che in passato ne erano esclusi di modo che i lavoratori, i ricorrenti, coloro che hanno un interesse devono effettuare l’ azione giudiziaria entro dei termini scanditi dallo stesso legislatore a pena di decadenza. Con questa innovazione - ha continuato - bisognerà agire entro il termine di 70 giorni dall’ entrata in vigore della norma che è stata posticipata al 31 dicembre 2011 dal Decreto Milleproroghe, approvato il 26 febbraio scorso, ed entro 270 giorni se si deve ricorrere al giudice del lavoro». Altre sono le novità introdotte nel lavoro pubblico a tempo determinato, di uguale dignità a quello privato, come il risarcimento, da parte del datore di lavoro, a favore del lavoratore tra 2,5 e 12 mensilità dell’ ultima retribuzione globale di fatto nel caso in cui non avviene la conversione del contratto da tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. «Sarà - ha precisato il magistrato Danise - il giudice a stabilire di volta in volta il criterio di risarcimento attraverso dei crateri, che sono quelli dell’ articolo 8 della legge 604 del ’76. Il legislatore con questa legge si prefigge di garantire una certa stabilità anche ai bilanci delle grosse società che fanno un ordinario ricorso fisiologico alla stipula di rapporti di lavori a termine poiché in passato i risarcimenti erano faraonici» . L’ argomento è stato approfondito adeguatamente anche dal presidente onorario dell’associazione, Vincenzo Battaglia, che si è soffermato sulla fase stragiudiziale della normativa rispetto al processo. A conclusione dell’incontro gli avvocati partecipanti all’ evento, accreditato dal Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, hanno conseguito quattro crediti formativi ai fini dell’ arricchimento del loro profilo professionale.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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