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ROM/ Lo scarica barile dei partiti da sinistra a destra
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Lamezia Terme - Centro e sinistra su Scordovillo si beccano come i manzoniani polli di Renzo. «Apprendiamo che se in questi 17 anni non si è fatto nulla o quasi per Scordovillo, la colpa non è delle giunte di sinistra ma di un partito di minoranza come il Ccd, neanche se tale compagine avesse avuto il diritto di veto all'Onu. In 17 anni la sinistra con omissioni, tentennamenti, lacune, negligenze, superficialità e mancanze ha bruciato letteralmente una generazione di rom, giovani il cui destino è stato spesso legato indissolubilmente alla minoranza di delinquenti che purtroppo la facevano e la fanno da padrone all'interno del ghetto». L'Udc cittadino risponde con durezza, e ci mette anche ironia amara, alle parole di Giandomenico Crapis, consigliere comunale di maggioranza. Che sostiene: «Il sequestro del campo rom arriva come una benedizione: finalmente una questione che è stata, oltre che sociale anche di ordine pubblico, trova le risposte adeguate. Naturalmente non manca l'insano e incoercibile impulso alla strumentalizzazione politica. Mi riferisco al comunicato di Nicotera, Sdanganelli e Cristiano, e a tutti coloro che in questi casi dimostrano di avere una memoria ad orologeria, che si apre e si chiude nel lasso di tempo buono per la polemica del momento».
Crapis in sostanza ricorda: «Tutti sanno che i nomadi arrivarono negli anni Sessanta quando imperava la Dc di Perugini, di cui Sdanganelli fu uno storico esponente, e di quella Dc anche i più recenti Nicotera e Cristiano portano il simbolo nel loro partito». Ancora Crapis: «È falso dire che i governi di sinistra della città non hanno fatto nulla. Ci fu più di un tentativo, ma qualcuno finge di dimenticarlo, durante gli anni Novanta, di spostare i nomadi da Scordovillo e furono proprio le forze della destra e il Ccd (poi diventato Udc) ad opporsi».
Controbatte l'Udc: «Parlare a vanvera di Perugini denota un'incultura storica spaventosa, e anche dal punto di vista giuridico si evidenziano lacune a iosa: il diritto di cittadinanza non lo può "concedere" un sindaco o un senatore. Sarebbe cosa buona per la sinistra "vecchia e nuova" leggere, senza retaggi, la storia di persone come Perugini o Foderaro, così come noi abbiamo fatto con Scarpino, Primerano ed altri. Comprenderebbe appieno il senso della "politica" fatta solo nell'interesse dei cittadini e scoprirebbe l'enorme mole e caratura umana, intellettuale, morale e di responsabilità di tutte queste figure che erano animate da un'unica idea: l'amore smodato per la nostra città».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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