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Ambra Angiolini sul palco del Politeama in "I pugni in tasca"
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Lamezia Terme - Sul palco del Teatro Politeama di Lamezia Terme è salita Ambra Angiolini, conduttrice televisiva, cantante, attrice e conduttrice radiofonica, per interpretare il dramma “I pugni in tasca”di Marco Bellocchio, insieme con i bravi attori Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Aglaia Mora, Fabrizio Rongione, Giulia Weber, diretti da Stefania De Santis. L’ enfant prodige della Tv italiana Ambra Angiolini è apparsa completamente diversa dai tempi ( anni ’90) in cui faceva parte del programma televisivo “Non è La Rai”: allora era antipatica, strana, capricciosa e , spesso, con le lacrime agli occhi. La sua trasformazione, sia sul piano artistico che su quello del carattere, non è sfuggita al numeroso pubblico del Politeama, tra cui molti giovani, che ha subito notato la sua classe, la sua intelligenza e la sua abilità interpretativa della complessa figura di Giulia. Qualità, queste, che le hanno agevolato l’ approccio ad una tematica sconcertante, ben interiorizzata e resa al massimo non soltanto con le battute, ma anche con la gestualità composta e contenuta con conseguente elevazione della qualità della trasposizione teatrale de “ I pugni in tasca” dalla versione cinematografica realizzata a distanza di quasi quarantaquattro anni. Il film, che scosse i giovani per il messaggio di rivolta contro le istituzioni, la famiglia, la scuola, la religione, i valori tradizionali, nell’ attuale versione teatrale si carica di un’altra significazione assurgendo a dramma di sopravvivenza di una famiglia dove l’ amore familiare è del tutto assente e sostituito da quello innaturale e morboso. I cinque protagonisti si muovono, pertanto, in un deserto di affetti: la madre, non vedente e molto pia, è circondata dai suoi quattro figli da lei stessa educati alla passività e alla sottomissione al fratello Augusto in balia della follia e il solo che lavora e che amministra male un patrimonio terriero che, pur rendendo poco, permette alla famiglia una vita normale ma senza lusso. Analfabeti, privi di lavoro e relazioni sociali, Giulia, Alessandro e Leone vivono nel ristretto ambito della casa di campagna, escono solo la notte sprecando la loro giovinezza oppressa da uno stato di immobilità, inerzia, ripetitività senza via d’ uscita. Condizione che sfocia in una tetra aberrazione di cui è prigioniera tutta la famiglia che di giorno in giorno si avvia sempre più verso il baratro della perdizione assoluta fino ad annientarsi totalmente nel momento in cui l’epilettico Alessandro uccide il fratello Leone che, affetto da gravi ritardi mentali, si aggirava in casa urlando e ricordando continuamente il suo passato, la sua rabbia, il suo dolore e il suo odio. Il fratricidio, cui segue il crudele suicidio, è preceduto dallo stupro di Alessandro nei confronti della sorella Giulia che nutriva sentimenti morbosi sia verso di lui che verso Augusto. Da quel momento il buio cala su tutta la famiglia preclusa ad ogni barlume di speranza, guarigione, riabilitazione, rinascita mentre esplode in tutta la sua drammaticità il suo mal di vivere, la sua inquietudine, le sue contraddizioni che rispecchiano fedelmente lo stato di disagio in cui versa l’ odierna società. Data la valenza artistica e educativa della rappresentazione teatrale, Giovanna Villella, referente del Teatro di Prosa, ha voluto promuovere un incontro tra gli artisti de “ I pugni in tasca” e gli studenti nel gremito Auditorium del Liceo “Campanella” nella mattinata a cavallo della prima e seconda serata. Molto positivi sono stati i risultati scaturiti dal colloquio degli studenti con Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio e il resto della compagnia, avendo consentito l’ approfondimento delle attuali tematiche presenti nello spettacolo. Di notevole rilievo la trattazione del « rapporto tra genitori e figli, e comunque tra tutti i vari componenti di un nucleo familiare, per il fatto che è sempre lo snodo centrale della vita sociale di ogni epoca. L'incontro e lo scontro tra le diverse generazioni non passerà mai di moda perché è nella famiglia che la persona vive le sue prime trasformazioni, la sua evoluzione». Il sindaco Gianni Speranza ha accolto favorevolmente il progetto ideato dal Liceo “Campanella” il quale permette agli studenti di intraprendere un percorso didattico mediante la Stagione di Prosa e discutere con gli attori protagonisti dei vari spettacoli. La scuola interagendo con il teatro rafforza l’offerta formativa e, di conseguenza, il livello culturale dei ragazzi.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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