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Ci farebbe piacere se il ministro s'accorgesse della nostra ricerca
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Lamezia Terme - Il rapporto tra scienza e bellezza. Il ruolo e l'importanza della scoperta scientifica nel mondo complesso e pieno di contraddizioni in cui viviamo. A dissertare sul tema l'astrofisico Massimo Capaccioli ospite de "Il sabato del villaggio", la rassegna ideata e condotta da Raffaele Gaetano.
Lo scienziato di fama mondiale ha dato vita ad una vera e propria "lectio magistralis" che ha catalizzato l'attenzione del numeroso pubblico presente al Teatro Grandinetti, tra cui anche tanti giovani. Capaccioli ha precisato che la scienza non è né buona né cattiva, «ma necessaria perché risponde all'esigenza umana di soddisfare il proprio stupore, così come affermava il filosofo Aristotele». Da ciò l'importanza che la gioventù nostrana possa fare ricerca nel migliore dei modi e con i mezzi adeguati.
«Il "crucifigge"», ha commentato Capaccioli, «oggi si fa verso noi scienziati e ricercatori. Ci farebbe tanto piacere se il ministro si accorgesse finalmente quante lacrime sta piangendo il settore della ricerca italiana». L'astrofisico ha poi sottolineato: «La scienza è frontiera della conoscenza, non suo fine ultimo; il concetto di bello, cambia a secondo dei contesti».
Affermazioni illustrate anche attraverso la visualizzazione di diverse slide raffiguranti quadri famosi o immagini di stelle e pianeti, scattate dalle sonde che orbitano nell'universo. Capaccioli ha ribadito che «di terra ce n'è una sola e che, a quanto pare, nel sistema solare non ci siano altre forme di vita. Ciò nonostante, conviene immaginare che il cosmo sia abitato». A questo proposito, lo scienziato ha ricordato che di altre forme di vita nell'universo si è sempre parlato, perché il tema è stato oggetto di ipotesi da parte di pensatori e ricercatori, nel corso dei secoli.
La conversazione tra Capaccioli e Gaetano è risultata molto piacevole e scorrevole perché l'astrofisico, come tutti i grandi, con molta naturalezza e semplicità ha tradotto con parole accessibili dei concetti generalmente molto ostici per chi non si occupa di astronomia. Capaccioli ha spiegato che la scienza è quella disciplina del pensiero fondata sulla matematica come linguaggio e che ingloba anche la geometria. La scienza è non falsa ma tende alla verità e all'approssimazione migliore. Per quanto riguarda la specie umana, invece, l'astrofisico ha detto che «siamo un frullato di categorie, difficili da codificare».
Poi Capaccioli si è lasciato andare a delle personalissime riflessioni sulla bellezza. «Guardare mia figlia o sapere che esiste Roberto Saviano, finire un lavoro e sentirmi in pace con me stesso e col mondo», ha rivelato, «per me vuol dire bellezza». Altra esternazione molto significativa quella relativa alle ondate di profughi che in questi giorni stanno arrivando in migliaia dal Nord Africa. «Potrebbe essere bello», ha asserito Capaccioli, «vedere la gente disperata che arriva con i barconi accolta a braccia aperte, da altra gente disposta seriamente a dare una mano. Sarebbe bello se la parola "fratello" avesse un significato di specie e non di sangue».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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