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Cicione: verrà fuori una città giovane Chirillo: controllare le porte d'accesso
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Lamezia Terme - Partecipazione, trasparenza, qualità urbana. Questi i tre elementi fondamentali attribuiti dal vicesindaco Francesco Cicione al Piano strutturale comunale, il moderno piano regolatore che presto dovrà passare al vaglio del civico consesso.
Cicione, insieme al dirigente del Comune Andrea Iovene e a Francesco Chirillo, consigliere comunale del gruppo misto, ha partecipato ad un incontro organizzato da Sinistra ecologia e libertà per discutere del nuovo strumento urbanistico. Il vicesindaco ha sottolineato che il Psc redatto dall'urbanista Giovanni Crocioni dev'essere il Piano di tutti «proprio perché nella sua elaborazione sono stati accolte istanze e proposte che sono partite dal basso, dalle diverse categorie sociali».
Obiettivo precipuo del Piano è quello di «dare identità ad una città giovane per riqualificarla sul piano urbanistico e, di conseguenza», ha sottolineato Cicione, «per migliorare la qualità della vita nell'ottica dello sviluppo e della sana competitività». Nel suo intervento, il vicesindaco ha ricordato che il territorio locale ha tante eccellenze che non ha mai saputo valorizzare e mettere in rete. «Serve un sistema reticolare che noi stiamo cercando di costruire, cercando al contempo», ha affermato ancora Cicione, «di promuovere anche dei processi di forte formazione per meglio comprendere e per favorire l'approccio con questo nuovo strumento».
Un Piano che nasce «all'insegna dell'innovazione e che recupera la partecipazione perché è stato contrassegnato anche dal bando di diversi avvisi pubblici». Il vicesindaco ha poi spiegato che Crocioni, per l'attuazione del Piano, procederà per gradi: la prima fase vedrà concentrarsi l'attenzione sui centri storici, poi verranno le aree urbanizzate e quelle che ancora sono da urbanizzare.
Altra favorevole congiuntura messa in risalto da Cicione è stata «la felice connessione tra la redazione e l'attuazione del Piano e il Patto per lo sviluppo che, grazie ai finanziamenti previsti, consentirà a Lamezia di essere la prima delle grandi città calabresi a dotarsi di questo strumento, determinante per lo sviluppo futuro». Tutto ciò senza dimenticare un altro fattore basilare e cioè che il Piano è fatto in modo da scoraggiare il fenomeno dell'abusivismo che negli ultimi trent'anni ha devastato la città e che costituisce una delle problematiche più ostiche per l'amministrazione in carica.
Iovene ha detto che il governo comunale è in condizioni di redigere il documento finale del Piano che dovrà poi passare al vaglio dell'assemblea cittadina. Attraverso l'illustrazione di alcune slide, il dirigente ha parlato delle diverse sezioni di cui è composto l'articolato strumento. Tavole dei vincoli, di assetto generale ed altro ancora; una sorta di mappe che possono essere visualizzate sul sito del Comune.
Chirillo ha affermato che il Piano ha una valenza strategica perché deciderà le sorti di Lamezia, almeno per i prossimi dieci anni. Il consigliere comunale ha criticato il precedente Piano regolatore varato nel 1998 dalla giunta guidata da Doris Lo Moro. «Uno strumento che ha posto molti vincoli», ha commentato l'ex esponente del Pdl, il quale ha chiesto anche che vengano meglio spiegati alcuni punti del Piano prima che arrivi in consiglio. Chirillo vorrebbe saperne di più a proposito delle porte d'ingresso della città, ovvero di arterie nevralgiche come Via del Progresso e Rettifilo Bagni.
Il consigliere ha domandato anche perché «non ci sono interventi su contrada Rotoli che stenta a decollare come nuova area di sviluppo dove dovevano sorgere piccole e medie imprese.
Agli interventi dei relatori è seguito un dibattito col pubblico moderato da Giandomenico Crapis. Tra gli ospiti che hanno voluto dare il loro contributo alla discussione, i due ex sindaci Pasqualino Scaramuzzino e Pasquale Matarazzo. Quest'ultimo ha dichiarato: «Siamo una città particolare perché abbiamo dovuto registrare il fallimento di tutti gli strumenti urbanistici: siamo in ritardo con Psc e col Piano Api; la zona di Rotoli non è mai partita e l'area industriale arranca». Per Scaramuzzino «Lamezia è una città che cresce nonostante tutto, anche senza l'istituzione della provincia, senza università, ed altro ancora. Se avesse la giusta attenzione potrebbe crescere ancora di più».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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