LameziaWeb
   
 
 
 
 Login
Richiedi la tua e-mail personale!
tuonome@lameziaweb.biz
 
ROM/ Il caso Scordovillo in un'interpellanza a Silvio Berlusconi
  Stampa Invia ad un amico Commenta nel Forum Articolo Letto 3880 volte  
 
Lamezia Terme - «Riconoscere lo stato d'emergenza in località Scordovillo per favorire l'attivazione di strumenti straordinari e la nomina di un commissario ad hoc con poteri eccezionali e adeguati strumenti finanziari, per fronteggiare la gravissima emergenza abitativa conseguente al provvedimento di sequestro e sfratto emanato dall'autorità giudiziaria, che provoca dirompenti (seppur necessari!) effetti, sia con riferimento alla popolazione rom che all'intera cittadina». Ida d'Ippolito e Fabrizio Cicchitto non hanno perso tempo, e dopo l'approvazione unanime del consiglio di un documento su Scordovillo, hanno scritto un'interpellanza al presidente Silvio Berlusconi.
Sul decreto di sequestro e sgombero del ghetto i due parlamentari del Pdl hanno scritto: «Si è determinata una grave emergenza abitativa che richiede soluzioni immediate e procedure straordinarie». D'Ippolito infatti, così come il suo collega Pino Galati, s'era impegnata in consiglio a prendere iniziative parlamentari sull'emergenza rom.
Azioni per risolvere il problema di Scordovillo, individuazione di risorse finanziarie, chiedere al governo centrale un intervento eccezionale per fronteggiare l'emergenza. Sono le richieste di sei consiglieri regionali d'opposizione al presidente della giunta Giuseppe Scopelliti ed a Franco Talarico che guida l'assemblea calabrese.
Primo firmatario Antonio Scalzo di un documento condiviso da Sandro Principe, Ferdinando Aiello, Giuseppe Giordano, Emilio De Masi e Mario Franchino che rappresentano l'intero centrosinistra.
Dopo aver ricordato il decreto di sequestro e sgombero del campo rom della procura lametina emesso il 16 marzo scorso, nell'interrogazione si fa riferimento ai 5 milioni di euro destinati al contratto locale di sicurezza incluso nel Patto per lo sviluppo lametino. L'urgenza di un intervento da parte della Regione è sottolineata dai consiglieri in questo modo: «Di fronte all'imminente prospettiva dello sgombero, la situazione rischia di precipitare, anche con conseguenze socialui e d'ordine puhblico difficilmente prevedibili. Non è più procrastinabile un intervento risolutivo della questione, anche per non lasciare sola, senza mezzi e senza poteri, l'amministrazione comunale lametina di fronte ad un problema che evidentemente chiama in causa anche altri livelli di governo oltre quello comunale».
Secondo i firmatari quella di Scordovillo è la più consistente comunità rom del Mezzogiorno dopo quella di Napoli con 132 famiglie concentrate tutte in una sola area nel cuore di Lamezia.
Sull'integrazione dei rom ci sono anche obblighi da rispettare imposti dall'Unione europea agli Stati membri. In una relazione di un anno fa della commissione europea si legge che «i 10-12 milioni di rom europei continuano a subire discriminazione, esclusione e a vedere negati i propri diritti. È indispensabile quindi una migliore integrazione economica e sociale, ma si deve agire in modo concertato a tutti i livelli per affrontare le molteplici cause dell'esclusione». Ecco perchè la Commissione, cioè il Governo d'Europa, propone oggi «un quadro europeo per le strategie nazionali d'integrazione dei rom che contribuirà a orientare le politiche nazionali su questa comunità e a mobilitare i fondi europei disponibili per le iniziative di inclusione».
Quattro i pilastri indicati dall'Ue: fare in modo che tutti i bambini rom completino almeno la scuola primaria, dare occupazione eliminando il divario tra rom e gli altri cittadini, ridurre il divario sanitario cominciando dall'eliminazione della mortalità infantile, eliminare la disparità d'accesso ad alloggi e servizi pubblici come acqua ed elettricità. Ogni Stato membro deve fissare i suoi obiettivi nazionali d'integrazione in funzione della popolazione rom presente sul suo territorio e della sua situazione di partenza. Per raggiungere questi obiettivi da Bruxelles vengono anche ripartite risorse: «Gli Stati membri sono invitati a modificare i loro programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali e dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale in modo da sostenere meglio progetti destinati ai rom», determina la Commissione.
Per l'Ue, insomma, i rom sono una risorsa e non un peso. La Commissione: «L'integrazione dei rom potrebbe offrire notevoli vantaggi economici. Con un'età media di 25 anni contro i 40 anni dell'Ue, i rom rappresentano una percentuale crescente della popolazione in età lavorativa. Secondo le ricerche della Banca mondiale, la completa integrazione dei rom potrebbe apportare un beneficio di circa 0,5 miliardi di euro l'anno alle economie di alcuni paesi, aumentando la produttività, tagliando le spese sociali e accrescendo le entrate fiscali».
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
© 2001 www.lameziaweb.biz |Terms of use |Privacy Policy |Scrivi alla Redazione |Segnala un errore |Studio Grafico Fradaweb