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Le favole nei versi di Vittorio Bufera
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Lamezia Terme - «Sono convinta che le fiabe possono avere ampio spazio nello sviluppo del bambino e dare un contributo essenziale alla fantasia e razionalità favorendo l’apprendimento di parole nuove che diventano elementi stabili del suo patrimonio lessicale». Questo uno stralcio dell’ intervento della dirigente scolastica del Primo Circolo Didattico “ Maggiore Perri”, Teresa Bevilacqua, nel corso dell’ incontro della presentazione del libro «Vittorio Butera dai “ cunti” alle favole»» scritto da Rosanna De Luca e organizzato dalle tre associazioni culturali: Premio “Costabile”, Centro "Riforme - Democrazia - Diritti” e La Lanterna. Ha aperto i lavori la presidente della “Lanterna” Stefania Vasta che ha esaminato i punti più salienti dell’ opera della De Luca arricchita da e una bella introduzione di Vittoria Butera del “Centro Studi Vittorio Bufera” e da stupende tavole realizzate da Maria Teresa Tropea. La dirigente scolastica Bevilacqua, tra l’ altro, si è soffermata sull’ aspetto educativo delle favole, distinguendole dalle fiabe, le quali , evocando le conflittualità, i vizi e le virtù degli uomini attraverso i linguaggi degli animali, esercitano una certa incidenza sulla sviluppo sociale dei bambini, sul loro comportamento, sulla loro educazione alla legalità e sul rapporto comunicativo con gli adulti. Questi ed altri sono i messaggi veicolati dal libro di Rosanna De Luca, che accoglie la traduzione in prosa e in lingua italiana di dieci favole in versi del poeta Vittorio Butera, nativo di Confluenti, noto per la sua produzione poetica in dialetto caratterizzata dalla rimembranza dei luoghi, dal ricordo degli usi, dei modi di far e di dire, dei vizi e virtù degli abitanti conflentesi. L’ opera, rivolta non solo ai bambini ma anche agli adulti, nasce dall’amore sviscerato della scrittrice De Luca, nativa di Trebisacce, verso il poeta Butera che conobbe, come lei stessa ha ammesso, in occasione del suo matrimonio ( 1971) attraverso una poesia di carattere misogino recitata da un parente del marito conflentese. D’ allora lo studiò in modo così profondo da essere in grado di trasformare in prosa italiana i versi del poeta Butera di cui - ha dichiarato - ho cercato di mantenere la struttura semantica della favola compiendo un notevole sforzo narrativo senza, però, alterare il senso della favola stessa». A rendere le fiabe in prosa nella loro suggestiva bellezza sono stati quattro bambini del Primo Circolo, Mario Calabria, Maria Chiara Saporito, Antonio Minieri e Antonio Cedola, che hanno letto alcune favole mettendone in luce i sentimenti, l’ importanza dei legami affettivi, i rapporti umani, la cultura contadina poco conosciuta dai ragazzi di oggi, i pregi e i difetti dei personaggi raccontati. Invece a dare maggiore risalto alla freschezza e originalità delle favole in versi di Butera è stato il dottore Paolo Palaia che le ha recitate stupendamente a memoria utilizzando adeguatamente le flessioni vocali e dialettali rendendo immediato il messaggio sotteso in ognuna di esse.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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