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Brigantaggio, riflessione sul fenomeno nell’epoca dell’Unità d’Italia
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Lamezia Terme - “ Il Mezzogiorno e il problema del Brigantaggio” è stato il tema che ha dato l’avvio ad un ciclo di incontri sull’ Unità d’Italia organizzati dalle tre associazioni: Centro “Riforme Democrazia Diritti”, presieduto da Costantino Fittante, “ La lanterna”, presieduta da Stefania Vasta, e Premio “ Franco Costabile”. Saverio Di Bella, docente di Storia Moderna presso l’ Università di Messina, ha relazionato sull’ argomento analizzando le varie tappe del Risorgimento prima di arrivare alla trattazione del fenomeno del Brigantaggio diffusosi all’ interno dello Stato italiano. «Il Risorgimento - ha riferito Saverio Di Bella - è iniziato nell’ età giacobina ( 1796-99) e comprende una storia bellissima di partecipazione popolare alle vicende che hanno portato a conquiste spirituali, costituzionali, che rappresentano la maturità raggiunta dal popolo, e all’ affermazione del concetto altissimo legato alla sovranità popolare e ai diritti dell’ uomo e del cittadino sanciti dalla nostra Costituzione». Tutti gli italiani tra cui i meridionali (calabresi napoletani, siciliani) si sono dimostrati pronti a morire per un’ Italia unita, libera e indipendente. «L’ Italia - ha continuato Di Bella - ha trovato gli eroi perché un popolo in alcuni momenti ha bisogno di eroi per poter rinascere e risorgere». E non solo i meridionali sono stati a fianco di Garibaldi ma hanno seguito anche Napoleone in Russia distinguendosi per coraggio e valore militare di cui lo stesso Garibaldi parla nei suoi scritti politici e militari riferendosi ai meridionali che hanno combattuto con lui, come Vittorio Musolino, per liberare il Regno delle Due Sicilie dai Borboni che, sconfitti, si sono recati a Parigi senza protestare e mantenendosi ancora fedeli allo Stato italiano tanto che, in occasione del 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia, il presunto erede al trono di Napoli è andato a Madrid per commemorarla mentre «io non ho visto nessuno degli eredi dei Savoia partecipare ufficialmente alle manifestazioni celebrative dell’ Unità d’ Italia» ha commentato il professore Di Bella. Con l’ unificazione dell’ Italia si registra la trasformazione dei gruppi dirigenti meridionali che difendono la proprietà terriera abrogando nel Meridione ( in Sila e in Sicilia) il decreto garibaldino con il quale si concedevano le terre ai contadini. Da qui nasce il dramma del Brigantaggio postunitario che si consuma attraverso una guerra sociale per la riconquista delle terre usurpate provocando una reazione feroce da parte delle truppe del neonato Stato italiano. Una guerra che i briganti combattono per 10 anni per riprendersi le terre e per dare vita ad una società e ad una realtà diversa all’ interno dell’ Italia unita caratterizzata da quei valori per i quali si erano battuti con Garibaldi. La tematica trattata è stata oggetto di profonda riflessione politica sulla mancanza di uniformità di misure da adottare di fronte all’ emergenza della marea degli immigrati che sta invadendo le coste italiane. Dura l’obiezione di Di Bella nei confronti del governo, specie dopo l’ ennesima tragedia dei 250 disperati inghiottiti dal mare mentre tentavano di raggiungere Lampedusa. Per Di Bella l’ Italia, con i suoi 50 milioni di abitanti, è in grado di accogliere i 20 mila immigrati, venuti dal Nordafrica ,che vanno considerati come persone e tutelate nei loro diritti umani facendo palese riferimento alla Dichiarazione dell’ uomo e del cittadino e alla Costituzione della Repubblica italiana.
 
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Autore: Lina Latelli Nucifero |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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