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Bisognerebbe tagliare il 30% dei costi della politica calabrese
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Lamezia Terme - La Uil calabrese si è riunita ieri per approvare il bilancio e per denunciare gli alti costi della politica. Per addentrarsi nell'analisi dei costi, vi è stato un ampio confronto alla presenza del segretario generale della Uil Calabria Roberto Castagna, della segretaria confederale nazionale Anna Rea e di molti quadri del sindacato che conta in calabria 120 mila iscritti. Dieci miliardi in meno alla politica e 400 euro in più a lavoratori dipendenti e pensionati: questo l'adagio con cui Castagna e la Rea hanno dato il "la" all'analisi dei costi.
Un esercito composto da oltre 145 mila tra parlamentari, ministri e amministratori locali. Dalle analisi fatte dalla Uil, ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui si aggiungono i costi derivanti da un "sovrabbondante" sistema istituzionale quantificabile in circa 6,4 miliardi di euro arrivando alla cifra di 24,7 miliardi di euro. Sempre secondo la Uil, si possono ottenere risparmi di spesa per 6,4 miliardi di euro approntando una riforma per ammodernare e rendere efficiente il nostro sistema istituzionale. Ad esempio, limitando le Provincie a spendere risorse solo per i compiti attribuiti dalla Legge; accorpando gli oltre 7400 comuni sotto i 15.000 abitanti; applicando una più sobria gestione del funzionamento degli uffici regionali e razionalizzando il funzionamento dello Stato centrale e degli uffici periferici anche a seguito del decentramento amministrativo avvenuto in questi anni. Senza ridurre il servizio ai citadini e senza intaccare i processi democratici, si possa determinare una riduzione del 20% dei costi diretti e indiretti della politica ottenendo 3,7 miliardi di euro ai quali aggiungere i risparmi per l'efficientamento delle istituzioni pubbliche (6,4 miliardi) e disporre complessivamente di 10,1 miliardi di euro l'anno a disposizione per politiche fiscali e sociali a vantaggio di tutti i cittadini.
Con questa cifra si potrebbero azzerare le addizionali regionali e comunali Irpef oppure detassare permanentemente le tredicesime dei lavoratori dipendenti con un vantaggio economico di 400 euro l'anno o ancora , solo con una parte di queste risorse si potrebbe istituire il reddito minimo di cittadinanza o di inserimento per inoccupati e disoccupati. Sul versante calabrese, poi, la situazione e' a dir poco singolare. I consiglieri regionali della Calabria sono i meglio pagati d'Europa e i primi in assoluto
in Italia. I costi del funzionamento della Giunta e del Consiglio, prendendo a riferimento i dati del 2010 sono 84.570.000 euro, più del doppio della Puglia (40.930.000 euro), due volte e mezzo l'Emilia Romagna (37.884.000 euro), più della stessa Lombardia (73.825.740 euro).
Per Castagna, il costo eccessivo della politica in Calabria richiederebbe un taglio di almeno il 30% pari a oltre 70.000.000 di euro e, conseguentemente, il risparmio potrebbe consentire a circa 12.000 giovani, all'anno, di percepire un reddito a sostegno dello studio, del primo lavoro di 500 euro mensili.
 
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Autore: Sarah Incamicia - gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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