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Grandinetti: un monumento rinfresca la memoria
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Lamezia Terme - «Sono passati 19 anni dalla strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, un 23 maggio che rimane impresso nella mente e nel cuore di tutti noi». Così Francesco Grandinetti presenta la sua proposta: un monumento a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il vicepresidente del Fli calabrese spiega: «In questa data particolare ho scelto di presentare una mozione consiliare nella quale si fa espressa richiesta di erigere una monumento che ricordi insieme a Falcone e Borsellino tutti magistrati che hanno lottato e lottano contro la criminalità organizzata. Una scultura in uno dei parchi cittadini può essere il segno di una popolazione, come quella lametina, che non dimentica e che continua nella lotta; un luogo frequentato da giovani è il posto ideale proprio per essere d'esempio a chi nel 1992 non era nato o era troppo piccolo per ricordare quel dramma».
Grandinetti parla di «Lamezia città simbolo in tutta Italia. Infatti anche i giovani di Fli, su proposta di tutti noi e dell'onorevole Angela Napoli che per tutti è simbolo di rispetto della magistratura e della legalità, l'hanno scelta come sede del convegno nazionale nel prossimo ottobre sul tema della solidarietà verso i magistrati. Un incontro che nasce dalla necessità di essere d'appoggio alla magistratura bersagliata da attacchi spregiudicati da alcune parti politiche solo per i propri interessi».
Ancora: «Lamezia che ha magistrati a cui noi lametini siamo tutti grati, inquirenti come il procuratore Salvatore Vitello e giudicanti come il presidente Pino Spadaro ed i loro staff, che lavorano per tutti noi e spesso ricevono minacce, deve portare la sua battaglia avanti anche con una serie di gesti che insegnino ai giovani che c'è chi si sacrifica per tutti, anche a costo della propria vita e proprio perchè queste vite non si siano spente invano. Questa è anche la città di nascita della legge Lazzati, grazie al giudice Romano De Grazia, ed ha nella propria amministrazione un assessore come Tano Grasso, presidente della Federazione nazionale antiracket. La città che ha forze dell'ordine che stanno mettendo tutto il loro impegno a difendere la legalità».
E l'esponente di Fli aggiunge che anche la sua emittente "City One" «ieri ha interrotto le trasmissioni a partire dalle 17, ora in cui avvenne l'esplosione a Capaci, perché ritengo che una televisione debba sensibilizzare su certe tematiche e debba essere vicina a chi porta avanti queste lotte».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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