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La mafia si può combattere anche con i libri
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Lamezia Terme - «L'idea è quella di far diventare Lamezia la capitale dell'antimafia». Così l'assessore comunale alla Cultura Tano Grasso intende "Trame. Festival dei libri sulle mafie" che prende il via oggi a mezzogiorno a Palazzo Nicotera e si concluderà domenica.
Alla cerimonia inaugurale parteciperanno il sindaco Gianni Speranza, lo stesso Grasso ideatore del progetto, il direttore Lirio Abbate, il presidente dell'Associazione italiana editori, Marco Polillo e il presidente dell'Associazione antiracket cittadina Armando Caputo.
L'evento, che si contraddistingue per la sua unicità in Italia, vede a Palazzo Panariti, Piazza San Domenico e Palazzo Nicotera, la presentazione di testi sulla mafia che analizzano il fenomeno sotto diversi punti di vista, cioè quello della vittima, del magistrato e del giornalista.
Come dichiara il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli, che sarà uno dei tanti prestigiosi ospiti di "Trame" (il 24 dialogherà con il figlio Stefano e con la conduttrice del Tg5 Costanza Calabrese sul suo libro "Le due guerre. Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia"): «La forza della mafie è anche esterna ad esse. Sta nella complicità, ma anche nei silenzi e nelle sottovalutazioni. Il Festival di Lamezia può contribuire a ridurre questa forza esterna».
Rompere il silenzio, quindi, dà un grande aiuto nell'opera di contrasto della criminalità. E Grasso in merito dice: «I libri favoriscono la conoscenza della mafia e forniscono gli strumenti per combatterla, rompendo in questo modo quella forma mentis che lega i giovani alla mentalità mafiosa. La cultura deve diventare l'arma più potente contro l'omertà che garantisce consenso e sostegno alle mafie».
Grasso è orgoglioso di aver portato in città per il Festival «il fiore dell'antimafia italiana. Giornalisti, scrittori e magistrati, si confronteranno, esponendo le loro diverse formazioni. "Trame " vuole essere proprio questo: una grande occasione di confronto, una tribuna aperta alla pluralità delle espressioni».
L'assessore infine smentisce seccamente le voci secondo le quali terminato "Trame" sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni dall'incarico per tornare a Napoli: «La mia esperienza partenopea è da ritenersi conclusa. Sono delle enormi sciocchezze che non meritano commenti. Non ho alcuna intenzione di andare via. Periodicamente sottopongo a verifica il mio operato. E solo se dovessi riscontrare delle cose non buone mi farei da parte. Ma fino ad ora non posso rimproverarmi nulla».
Circa 60 gli appuntamenti concentrati in cinque giorni. Si parte oggi alle 17 a Palazzo Nicotera con Don Luigi Ciotti e Lirio Abbate, inviato de "L'Espresso" intervistati da sette giornalisti locali.
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Maviglia |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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