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Il teatro dei "pazzi" diretto da Pileggi elimina le barriere
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Lamezia Terme - "Assoli d'amuri e di guerri". E' il titolo dello spettacolo di Francesco Pileggi realizzato in collaborazione con gli ospiti del Centro salute mentale cittadino, diretto dalla psichiatra Rossella Manfredi.
La pièce, patrocinata dalll'amministrazione comunale, è andata in scena nella palestra dell'istituto comprensivo "Don Milani" di San Teodoro ed ha registrato grandi consensi di pubblico e di critica. Tanti gli applausi e i sorrisi che hanno scandito la rappresentazione dell'opera; tanta anche l'emozione per la bravura degli attori. Lo spettacolo è frutto del laboratorio teatrale "Sulla torre di Babele" nato quattro anni fa e giunto alla sua ennesima produzione artistica.
A dirigere il laboratorio è Pileggi, protagonisti sono gli ospiti del Csm. Obiettivo precipuo dell'iniziativa è proprio l'integrazione delle persone affette da disagio psichico. Nel corso degli anni, il laboratorio è diventato un luogo di aggregazione dove il "fare teatro" ha unito giovani ed adulti di varie realtà del territorio lametino. Non solo utenti del Centro, ma anche diverse persone della società civile locale frequentano il laboratorio, per un processo reale di inclusione sociale.
Proprio da quest'anno al progetto si sono unite diverse associazioni del territorio per costruire una rete che, partendo dal basso, vuole raccogliere istanze e desideri della collettività per poi metterle in scena.
«Il teatro fa gruppo ed elimina barriere di ogni genere», spiega il regista. «Per "Assoli d'amuri" abbiamo pensato ad una messa in scena delle vicende omeriche, in cui i personaggi principali dell'Iliade e dell'Odissea diventano contemporanei, parlano di sé stessi in prima persona. Figure epiche che parlano di noi, scoprendo i loro lati più deboli e il nostro lato più umano».
Questo il filo conduttore di "Assoli d'amuri e di guerri" che, secondo Pileggi, «non è psicodramma ma vita reale vista attraverso gli occhi di chi narra, viaggiando per racconti e leggende e approdando su isole sconosciute». Nel lavoro innovativo del film maker lametino e degli ospiti del Csm c'è un Ulisse che in realtà in guerra non ci voleva andare e che si è anche finto pazzo pur di non partire ma, alla fine, si è piegato alla logica crudele del "mors tua vita mea".
E poi c'è una Penelope che non ha più tanta voglia di aspettare per anni l'amore che non arriva mai e, alla quale, non dispiacerebbe sposare uno dei Proci che la pretendono in moglie, «visto che non sembra poi così cattivo». Non poteva mancare la maga Circe che spiega perché trasforma gli uomini in porci, «in realtà non sono uomini ma assassini che a Troia hanno trucidato donne e bambini. Una guerra terribile causata dal tradimento di Elena nei confronti di Menelao. Una carneficina scatenata per un semplice paio di corna, anche se regali».
Alla realizzazione dell'evento hanno collaborato anche l'azienda sanitaria provinciale, le associazioni Intese e Interspei, il laboratorio comunale e l'associazione "Il teatro che non c'era".
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Maria Scaramuzzino |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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