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Un sit-in contro la violenza
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Lamezia Terme - Il Pd convoca alle 18 nella sua sede cittadina tutte le forze politiche, le istituzioni, il mondo del volontariato e dell'associazionismo per stabilire quale sia la manifestazione da organizzare per reagire all'ondata di violenza che ha colpito la città negli ultimi giorni. È quanto s'è deciso nel sit-in di ieri davanti alla sede del partito in Corso Numistrano poche ore dopo l'omicidio di Francesco Torcasio (articolo a pagina 24).
Alla riunione estemporanea c'erano non solo gli esponenti di ogni livello del Pd, ma anche Sel, Rifondazione e Idv, Rocco Mangiardi, l'imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori, le associazioni "Libera" e "Ala", il Centro studi "Lazzati", la Comunità "Progetto Sud", la cooperativa "Delta" e il movimento "R-evolution".
Giovanni Puccio, commissario del Pd, è «fortemente preoccupato per gli ultimi fatti di cronaca» ed invita tutti ad «un momento di riflessione collettiva per dare un segnale di serenità e denunciare con forza le azioni della criminalità in direzione di un ritorno alla vita normale».
Per la parlamentare del Pd Doris Lo Moro «la città è silente sull'omicidio di un ragazzo di vent'anni, mentre ha commemorato con grande partecipazione i ciclisti morti a dicembre. C'è evidentemente qualcosa che non va. La situazione è grave e non chiamare le cose con il proprio nome è un danno serio. Il nostro partito deve rivolgersi alle fasce deboli che non hanno alcun punto di riferimento morale, prima ancora che politico».
Giuseppe Vitale, ex magistrato di Cassazione, ritorna alle sue origini con un'analisi da investigatore: «Troppe bombe in orari rischiosi per la gente significano che la mafia è sulla difensiva. Così come ci devono far riflettere i depositi milionari nelle banche in città».
Angela Napoli, della Commissione parlamentare Antimafia e coordinatrice regionale Fli, dichiara che «da tempo c'era stato il preavviso, ma l'omicidio del giovanissimo Francesco Torcasio, suggella la palese ripresa della faida tra le cosche. Gli interessi in gioco nella città sono tanti e per questo diventa necessario ed urgente adeguare gli organismi di controllo, congiuntamente alla necessaria attività di prevenzione».
Il sindaco Gianni Speranza, si dichiara «profondamente turbato e addolorato per quello che sta succedendo». Continua: «Un omicidio di chiarissimo stampo mafioso di mattina, in pieno centro e dopo che nella notte si era messa in atto un'ennesima intimidazione, questa volta ai danni della pasticceria Giordano coinvolgendo gli abitanti della zona. Siamo tutti preoccupati che riprenda e si sviluppi una nuova guerra di mafia, terribile, sanguinaria e senza esclusione di colpi. Nel ribadire il sostegno mio e di tutti i cittadini alle forze di polizia e alla magistratura per quello che fanno ogni giorno, voglio invitare l'opinione pubblica alla reazione democratica e civile e lo Stato a stare vicino alla comunità in questo momento difficile. La città ha dimostrato di essere una comunità vitale, vivace e che vuole conquistarsi un suo futuro di libertà e di dignità». Infine un appello: «La vendetta non serve, alimenta solo odio e sangue ed espone a rischi anche cittadini inconsapevoli che passano per caso sul posto dei delitti e degli attentati».
Ida d'Ippolito, parlamentare Pdl della Commissione parlamentare Antimafia, giudica «l'omicidio un avvenimento allarmante dal punto di vista sociale e criminale». Secondo d'Ippolito, è necessario che «si attui un'azione di prevenzione dal punto di vista investigativo dotando le forze dell'ordine di più mezzi e risorse necessarie per prevenire ulteriori fatti di sangue».
Il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico afferma che quello che sta succedendo in città è «inquietante». Ancora Talarico: «Un nuovo preoccupante episodio criminale che dimostra a quale livello di pericolosità si è giunti nella vita pubblica e per la sicurezza dei cittadini, in un territorio dove c'è bisogno di far convergere gli sforzi di tutti, istituzioni e cittadini, per fermare la violenza mafiosa e far prevalere le regole democratiche».
Pino Galati, deputato Pdl: «La battaglia di mafia nuovamente esplosa dopo gli ultimi episodi non può certamente lasciarci indifferenti. A tutto ciò s'aggiunge la consapevolezza che lo Stato, la magistratura e le forze dell'ordine stanno alzando il tiro nei confronti della criminalità combattendola tenacemente ed ottenendo importanti risultati».
Perentori i commercianti del Comitato "Lamezia sicura": «Così non si può più andare avanti. Constatiamo come la città sia in ginocchio, le attività commerciali sempre più sull'orlo del collasso, una legislazione bancaria che penalizza le imprese». I commercianti chiedono quindi «giustizia e sicurezza per poter lavorare in tutta tranquillità e non stare con il continuo patema d'animo».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Maviglia |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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