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Militi sulle tracce della compagna del violentatore arrestato
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Lamezia Terme - I carabinieri della stazione di Lamezia Scalo, sono sulle tracce della compagna di Dan Stelian Spataru, 44 anni, il rumeno protagonista della violenza sessuale ai danni di una ragazza colombiana ed arrestato dai militari, qualche ora dopo la denuncia della vittima, con l'accusa di violenza sessuale e rapina.
La compagna del rumeno potrebbe essere una signora, piuttosto grassa che conviveva con lo stupratore in una vecchia fabbrica di zucchero abbandonata, a poche decine di metri dalla stazione centrale di Lamezia Terme, dove è stato rivenuto cadavere Francesco Fabri, 26 anni, di Noto, il compagno della colombiana violentata. A delineare gli aspetti somatici della compagna del rumeno è stata la ragazza colombiana che ai carabinieri di S. Eufemia Lamezia ha descritto i lineamenti. Ha tracciato un identikit che gli investigatori dell'Arma ritengono fondamentale per la identificazione della complice del rumeno che lunedì mattina comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari, Carlo Fontanazza, per l'interrogatorio. Il rumeno arrestato è accusato di violenza sessuale e rapina, con la complicità della sua donna poi riuscita a fuggire e che ora viene ricercata dai militari.
La giovane colombiana, vittima della violenza del rumeno che si trova ancora a Lamezia Terme. La sua presenza in città è in netta relazione con le ricerche della complice del rumeno. La colombina, una volta che i carabinieri individueranno ed arresteranno la compagna del violentatore, avrà il compito di riconoscerla. Si tratterebbe di una donna di origine italiana. Dagli inquirenti è considerata complice della violenza sessuale consumata negli androni sporchi di un ex zuccherificio in disuso da oltre cinquant'anni.
Francesco Fabri e la sua compagna erano scesi dal treno intorno alle 19 in attesa di prendere la coincidenza per la Sicilia. Nella stazione di Lamezia Centrale, al bar conoscono una strana coppia di rumeni che li invitano a passare la serata con loro. Non hanno una casa, vivono in una vecchia fabbrica di zucchero abbandonata. Si ubriacano e succede l'imprevedibile. La compagna del giovane siciliano viene violentata per tutta la notte dal rumeno aiutato dalla sua compagna. Dopo avere subito la violenza la ragazza colombiana scappa dalla vecchia fabbrica in cui era stata attirata in trappola col suo compagno, ma è completamente nuda e costretta a tornare indietro. In cerca d'aiuto tenta di svegliare il suo ragazzo accasciato accanto a un muro, mentre la coppia rumena ha abbandonato il campo. Ma Francesco Fabri non riapre più gli occhi. La ragazza colombiana non si dà per vinta, si copre alla meglio con degli stracci e raggiunge la vicina stazione carabinieri per denunciare tutto quanto è accaduto in una maledetta notte. I militari trovano il cadavere di Fabri e chiedono una mano alla Scientifica della polizia per i rilievi, visto che nella mattinata a Lamezia si è verificato un omicidio di 'ndrangheta in pieno centro, dall'altra parte della città. Partono le ricerche della coppia rumena. Spataru viene trovato in tempi brevi, ma la sua compagna riesce a dileguarsi. Sul cadavere di Fabri non vengono trovati segni di violenza. Ma il sostituto procuratore lametino Domenico Galletta apre pure un fascicolo contro ignoti per omicidio ed ordina l'autopsia sul giovane che sarà effettua domani nel Centro legale di Germaneto di Catanzaro. L'autopsia secondo il magistrato servirà a capire se a Francesco Fabri sono stati dati dei farmaci o delle droghe per metterlo fuori gioco e poter approfittare della ragazza colombiana in modo indisturbato. Sono solo delle ipotesi quelle degli inquirenti, per essere confermate si dovrà aspettare il verdetto del medico legale che oggi effettuerà l'autopsia.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Natrella |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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