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Il sindaco di Lamezia responsabile della migrazione del Demofest
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Lamezia Terme - "Ho seguito in questi giorni le vicende del demofest ed mi va di dire la mia solo ora che è ufficiale che la manifestazione non si svolgerà a Lamezia Terme. La cosa non mi sorprende per nulla, anzi ne sono felice e vi spiego il perché. Come scrissi tempo fa è in atto nella città di Lamezia Terme una sorta di migrazione culturale. Molti operatori del settore si trovano in difficoltà, non trovano la disponibilità e le condizioni necessarie per creare dei veri e propri eventi e quindi prendono le valigie e portano eventi di grande successo in altre città, dove riconoscono la validità dell’iniziativa e l’appoggiano in pieno.
Non si tratta di mancanza di fondi, che molto spesso vengono spesi male, si tratta di scelte politiche.
Alcune iniziative possono piacere o meno, non si può certo accontentare tutti, altre devono essere strutturate meglio, si devono però mettere gli operatori nelle condizioni di poter programmare gli Eventi per tempo e con delle sicurezze, non certo nelle incertezze burocratiche (mancanza di delibere) o di risorse ( prima una cifra poi un’altra).
Non so se dietro la decisione del Demofest ci siano alcune ripicche, dovremmo valutare l’iniziativa in sé per quella che è, senza farsi prendere da antipatie e simpatie verso l’una o l’altra parte.
Cosi come ha detto Roberto Vecchioni l’altra sera sul palco. Alcuni ragazzi che mi hanno fermato chiedendomi del demofest hanno messo in dubbio l’efficacia, poiché non hanno visto nessun cantante che poi è stato effettivamente lanciato da questo festival.
Quale è, però, il metro per misurare il successo di una iniziativa? -) Veicolare il nome e l’immagine positiva della città (Lamezia sui canali rai quando la sentite?) -) ricadute economiche sul territorio ( basti pensare ad alberghi pieni) -) Il numero di persone sotto il palco (roy paci, fabri fibra, per citarne solo due di successo. Ed inoltre se fosse solo questo il prametro, molte iniziative in città dovrebbero non realizzarsi più, prima che il demofest!) Credo che se si fosse messa l’organizzazione nelle condizioni ideali,come detto sopra, la struttura del demofest sarebbe differente e molto migliore. Non sembra certo una buona politica regalare tale manifestazione ad un'altra città! Una poca conoscenza degli aspetti e scelte organizzative che si evidenzia sempre di più: dal festival trame, ( di cui ho ampiamente parlato nell’articolo a cui rimando) ad i concerti per le festività. Ad esempio che concerto c’è stato a Sant’Antonio? Credo che in pochi mi saprebbero rispondere! E’ vero c’erano molte persone a Ivana Spagna, m nulla in confronto a Roberto Vecchioni, un concerto Evento che ricordano ancora tutti. Non si può sentirsi dire che 45 giorni son sufficienti per organizzare una fiera, come è improponibile realizzare un festival a fine anno quando si è a metà stagione della trasmissione del nuovo anno, ed un festival notoriamente si fa a conclusione della stagione radio. L’idea di approvare una programmazione dell’anno solare entro dicembre dell’anno precedente era ottima. Non deve, però, riguardare solo le associazioni, ma tutti gli eventi. Si decida quali sono le manifestazioni che il comune vuole realizzare e le si istituzionalizzi, lasciando una quota per altre iniziative. Selezionando, valutando, discutendo con i vari operatori del settore. Certo non si può accontentare tutti, ma la politica è fatta di scelte, e se queste vengono fatte in maniera ottimale nessuno avrà a che dire. L’unica cosa certa è che quando ci chiamano lamentini non hanno tutti i torti! Sempre pronti a criticare mai ad attivarsi e partecipare.
Già sento le voci di chi inizia a dire “ Vedi a Cosenza cosa riescono a fare!!” Sono, dunque, contento, perché non ci sono le condizioni per realizzare iniziative in maniera ottimale a Lamezia, e dove se fai qualcosa, con molti sacrifici ed il doppio della fatica, in molti sono pronti a criticare, per gelosie personali o questioni non attinenti alla manifestazione, in pochi a ringraziarti. Quale politica culturale si vuol realizzare in città? Grasso ha dichiarato che siamo a Lamezia non a Mantova e che tutte le iniziative devono riguardare la lotta alla mafia. Con le passerelle, dunque, vogliam sconfiggere chi mette bombe e ammazza .
E’ inutile parlare alle solite persone, già formate, è necessario coinvolgere giovani e giovanissimi, quelli che erano a bere piuttosto che ai dibattiti. L’emigrazione coatta degli eventi culturali è un brutto segnale se lo sia abbina alle bombe ed uccisioni in città. Ci manca solo il Saloon e lo sceriffo e poi non manca più nulla per Lamezia Far West!"

di Antonello Iovane
 
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Autore: Redazione |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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