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Cercava una pistola per vendicare il padre
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Lamezia Terme - Si sono svolti in forma strettamente privata e sotto la sorveglianza di un apparato di sicurezza i funerali di Francesco Torcasio, ucciso giovedì mattina, in Via Misiani, mentre si trovava a bordo della sua auto. Si sono svolti nel giorno in cui avrebbe compiuto venti anni.
La decisione di far celebrare i funerali all'alba è stata presa dal questore di Catanzaro, Vincenzo Roca. Una decisione che è maturata negli ambienti giudiziari ed investigati in considerazione del fatto che l'omicidio di Torcasio, è stato classificato di stampo mafioso. Infatti, le indagini vengono coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Da qui il provvedimento del questore che ha la responsabilità della sicurezza pubblica. La salma scortata dagli uomini della Polizia di Stato è stata trasferita dall'obitorio del presidio ospedaliero nel cimitero di Nicastro intorno alla sei, dove poi si è svolta la cerimonia della sepoltura sotto la stretta sorveglia da parte di un nucleo interforze composto dai uomini della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Lo straordinario servizio è stato coordinato dal dirigente del commissariato Antonio Borelli che insieme ai suoi uomini ed agli altri appartenenti alle forze di polizia ha controllato l'intera cerimonia funebre della sepoltura del Torcasio, alla quale hanno assistiti i parenti più stretti.
La decisione di far celebrare i funerali per ieri mattina è stata presa subito dopo che il medico legale ha eseguito l'esame autoptico, dal quale sarebbe emerso che il giovane è stato raggiunto da 15 colpi di pistola calibro 9 sparati da distanza ravvicinata. Sul piano investigativo non è emerso ancora nessun elemento utile che possa aiutare gli uomini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia lametina ad individuare l'autore materiale del delitto. Dalle dichiarazioni raccolte nell'immediatezza dell'omicidio dai quanti si trovavano sulla scena del crimine, non è emerso nessun dato significativo. Attorno all'omicidio sembra calato un muro di omertà. Ma nonostante il muro di omertà gli uomini dell'Arma non si arrestano e proseguono nel sentire persone che possano essere informate, nel tentativo di individuare il filo del bandolo della scena omicidiaria. Anche ieri sono proseguite diverse perquisizioni domiciliari di soggetti vicini ad ambienti criminali per verificare le posizioni degli stessi rispetto all'omicidio. Da quanto si è appreso in ambienti investigativi i colpi sparati dal killer hanno colpito il Torcasio prima al collo e poi alla spalla sinistra e sarebbero stati sparati dall'alto verso il basso. Una dato che lascerebbe supporre che il killer si trovava a bordo di una moto di grossa cilindrata. Torcasio, nel momento dell'agguato, si trovava alla guida di una Peugeot 107, parcheggiata, in Via Misiani, in attesa di incontrare un amico con il quale aveva un appuntamento, quando intorno alle 8.45 è entrato in azione l'assassino che gli ha esploso quindici colpi di pistola calibro 9, centrando in pieno il bersaglio. Probabilmente ad ucciderlo è stato lo stesso killer che lo ha attirato nella zona di Via Misiani ed al suo arrivo è entrato in azione dopo che il giovane Torcasio ha abbassato il finestrino della sua auto. Da quanto si è appreso in alcuni ambienti investigativi il giovane Torcasio era alla ricerca di una arma che la persona con la quale si doveva incontrare gli doveva consegnare. Forse la stessa pistola che il killer dopo averlo assassinato ha lasciato sul luogo del delitto, facendola rinvenire ai carabinieri del Ris di Catanzaro, tra il braccio destro e la pancia del giovane Torcasio. Gli inquirenti non escludono che ad uccidere il giovane Torcasio sia la stessa persona che ha eliminato il 7 giugno scorso il padre Vincenzo, perché il calibro dei proiettili è identico. L'arma utilizzata, invece, è diversa. Circostanza che gli investigatori non trascurano.
Per alcuni investigatori l'omicidio del giovane Torcasio, potrebbe essere stato ordinato dalla stessa organizzazione che ha deciso la morte del padre, per impedirgli di portare a termine il progetto di vendetta che il giovane Torcasio stava maturando per vendicare la morte del padre. Hanno quindi anticipato le mosse, eliminandolo, probabilmente con la complicità di qualcuno che ha rivelato le intenzioni del giovane Torcasio.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Natrella |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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