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Tornano liberi i 3 dipendenti sott'accusa per assenteismo
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Lamezia Terme - Ci sono «gravi indizi di colpevolezza», il danno è «tenue», e gli imputati hanno «un'ottima biografia penale». Ecco perchè ieri sera sono stati rimessi in libertà Annelisa Borelli, dirigente medico dell'ospedale cittadino, ed i tecnici di laboratorio Lorenzo Cordova e Franco Belvedere. I tre dipendenti dell'Asp erano stati arrestati giovedì scorso per assenteismo.
La dottoressa Borelli alle 8 del mattino ha fatto passare il suo badge nell'orologio marcatempo e subito dopo è uscita per delle commissioni. Mentre Cordova è arrivato in ospedale, ha timbrato per sè e per il collega Franco Belvedere, poi è andato dal barbiere. I carabinieri che erano appostati hanno seguito ogni movimento dei dipendenti ospedalieri e li hanno arrestati in flagrante. E ieri sono stati processati per direttissima. Gli arresti sono stati convalidati, gli imputati sono tornati liberi, e il processo è stato fissato per il 28 settembre prossimo. Truffa è il reato contestato.
Sono udienze di cui non si occupa il presidente del Tribunale, ma ieri fra indisposizioni, ferie e applicazioni di giudici, Spadaro era l'unico togato disponibile per un lungo processo.
«Ieri mattina (giovedì, ndr) sono arrivata all'ospedale alle 8», ha detto in udienza Annelisa Borelli, 52 anni, «sono scesa dall'auto ed ho timbrato il badge. Poi quando sono rientrata in macchina per andare a parcheggiare nello spazio riservato ai dipendenti mi sono caduti gli occhi su una bolletta da pagare che scadeva oggi (venerdì, ndr). Mi si è spento il cervello: invece d'andare a lavorare sono andata a pagarla». Infatti l'imputata è prima andata alla posta di Via Aldo Moro ed in una banca sempre in centro, per poi raggiungere l'ospedale.
L'avvocato Francesco Gambardella che la difende ha sostenuto che non c'erano i presupposti per l'arresto in flagranza. A questa richiesta di libertà si sono affiancati gli avvocati Vito Morana e Gabriele Ruffino per conto di Lorenzo Cordova, 62 anni, nativo di Reggio ma residente in città, e Franco Belvedere, 60enne di Nocera Terinese.
Il pubblico ministero Luigio Maffia ha chiesto la convalida dell'arresto e l'obbliga di firma per i tre imputati. Poi una lunga camera di consiglio di oltre 3 ore. La sentenza dopo le 21 di ieri.
Per Spadaro «la falsa attestazione costituisce condotta fraudolenta in quanto condotta manipolativa delle risultanze di quella attestazione, ed è di per sè ed ontologicamente idonea a trarre in inganno l'amministrazione in cui il dipendente presta servizio».
Il presidente s'è soffermato sulla mancata necessità dell'arresto sottolineando che «il danno cagionato all'amministrazione è certamente quantificabile in poche centinaia di euro». Poi sono state evidenziate «l'ottima biografia penale degli imputati» e «l'episodicità del fatto criminoso contestato». Ma Spadaro ha pure sottolineato che «sebbene l'accertato periodo d'assenza ingiustificata dei tre imputati sia temporalmente ristretto, non può rientrare nella cosiddetta tollerabilità amministrativa».
Con quello di giovedì intorno all'ospedale sembra che non siano finiti gli appostamenti dei carabinieri fuori dagli uffici pubblici a caccia di assenteisti poco accorti.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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