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Spacciava l'eroina pur essendo costretta agli arresti domiciliari
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Lamezia Terme - Pur sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari cedeva droga. Una donna di 38 anni, Francesca Talamo, è stata attestata dai carabinieri in flagranza di reato, nel corso di un controllo, con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L'arresto è stato convalidato ieri mattina dal giudice monocratico Angelina Silvestri, che ha applicato la misura degli arresti domiciliari. La donna è assistita dall'avvocato Teresa Bilotta che ha chiesto i termini a difesa. Nel corso di un controllo a casa di Talamo e dintorni, i carabinieri della Compagnia hanno notato che era agitata ed hanno percorso la stradina da dove era arrivata. In uno sgabuzzino hanno trovato un beautycase con dentro siringhe sterili, due bussolotti contenenti presunta sostanza stupefacente per due grammi e quattro bussolotti vuoti. Nell'ispezionare il giardino, in una zona in cui la vegetazione era più alta, i militi hanno notato un uomo nascosto che aveva una siringa parzialmente svuotata pronta all'uso. Sentito a sommaria informazione, ha detto ai carabinieri che nella mattinata aveva contattato Talamo e, comprendendo che la stessa aveva la disponibilità di sostanza stupefacente da cedergli, si era recato presso la sua abitazione. Avrebbe riferito che a fronte della richiesta di cessione gratuita, Talamo gli diceva che non poteva cedergliela gratuitamente. La donna si sarebbe allontanata e poi giunta subito dopo con un borsello da cui prelevava una siringa che gli consegnava. Poi sarebbero arrivate le figlie che l'avvertivano dell'arrivo dei carabinieri.
L'uomo inoltre ha riferito ai carabinieri che in passato Talamo gli aveva più volte venduto dosi di eroina. Il materiale rinvenuto nel corso della perquisizione è stato sequestrato.
Il giudice ha ritenuto fra l'altro che non esistono elementi da cui desumere che Talamo sia effettivamente assuntore di sostanza stupefacente, non ha offerto giustificazione verosimile in ordine agli accadimenti, se si considera che la versione fornita dalla stessa non appare credibile contrastando con la ricostruzione resa dall'uomo che appare lineare e non presenta profili di inattendibilità. Sempre per il magistrato il reato, costituisce titolo per l'adozione della misura precautelare dell'arresto e ricorre lo stato di flagranza o quasi flagranza, atteso che l'indagata è stata sorpresa nell'atto di detenere lo stupefacente destinato alla cessione a terzi e subito dopo avere ceduto una dose di eroina a N. C.
 
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Autore: gazzettadelsud.it - Giuseppe Natrella |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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