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Quel mare sporco mi fa vergognare E non porterà i suoi figli da Miami
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Lamezia Terme - «Il mare era nelle mie fantasie di emigrante quanto di più bello potessi ricordare, e l'attesa di rivedere le splendide spiagge e le acque pulite turchesi era il mio più grande desiderio, ma l'impatto con la realtà è stato oltremodo deludente». Così la lettera accorata di un'emigrata a Miami, negli Stati Uniti, che dopo vent'anni è tornata in Calabria.
Michela Berksza scrive alla Gazzetta del Sud ma anche al presidente della Regione, all'assessore all'Ambiente ed ai sindaci di Lamezia e Gizzeria. E con tanto rammarico dice: «Non posso esprimere la mia delusione nel trovare il mio Paese in così squallide condizioni. Il litorale della Marinella fino a Falerna è cosparso di rifiuti d'ogni genere, osceni palazzoni di cemento si affollano sulle spiagge o megli angusti spazi tra le strade e la ferrovia, senza regole, senza gusto e senza cura. Il mare azzurro e limpido che ricordavo è stato sostituito da un'acqua torbida, schiumosa e rifiuti d'ogni genere galleggiano, rendendo impossibile il piacere di un bagno ristoratore».
Dalla sua South Ocean Drive Hollywood in Florida, Michela aggiunge: «Avevo programmato di portare i mie figli e i miei nipoti in Calabria il prossimo anno per far conoscere loro la mia terra natale, ma ho paura del loro giudizio e della loro delusione dato che gli ho sempre raccontato di posti bellissimi e di una natura incontaminata».
E ancora: «Mi dicono che questa situazione va avanti da molti anni, com'è possibile che nessuno sia intervenuto finora per impedire che questo scempio si consolidasse? Posso sperare che qualcuno si ponga il problema e cerchi di risolverlo? Non abbiamo niente da invidiare ad altri posti, la Calasbria era unica, aveva il più bel mare e le coste più variegate d'Italia, ma tutto questo rischia di andare perduto. Perciò i cittadini dovrebbero tutelare la bellezza», conclude Michela Berksza, «e opporsi al degrado, e gli amministratori dovrebbero saper fare il loro mestiere e l'interesse della collettività altrimenti dovrebbero andare a casa».
 
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Autore: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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