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Sanità, aprire un dialogo con tutti i sindaci
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Lamezia Terme - «Le valutazioni degli ultimi giorni fatte dal Tavolo Massicci sono la prova che con i proclami e gli annunci non si va da nessuna parte». Lo dichiara Giovanni Puccio, commissario del Pd lametino, secondo cui «l'azione del commissario-governatore nei fatti ha già esaurito la sua azione demagogica e populista che, nel mentre ha espropriato la più alta sede di rappresentanze come il consiglio regionale, ha imposto la logica del governo per decreto e l'idea dell'uomo solo al comando, esautorando una funzione essenziale per un vero progetto di riforme che passa solo attraverso una politica concertativa che responsabilizzi e garantisca la partecipazione dei diversi attori».
Puccio ricorda che «sono stati ridotti i posti letto e accorpate divisioni, senza contemporaneamente mettere in moto alcuna rete alternativa con il risultato di un forte aumento dell'emigrazione sanitaria. E su questo gradiremmo una specifica risposta». E passa a parlare della sanità lametina: «Da mesi si assiste ad un vero e proprio gioco delle tre carte; il decreto commissariale di razionalizzazione della rete ospedaliera prevede un fortissimo depotenziamento dell'ospedale cittadino a seguito del suo inserimento nella funzione "spoke" che prevede la chiusura di numerosi servizi». Aggiunge: «Il governatore Giuseppe Scopelliti e il presidente del consiglio regionale Franco Talarico, sponsor della riconferma del commissario Gerardo Mancuso nominato direttore generale, pur di parare il colpo hanno consentito allo stesso dirigente di predisporre un atto di gestione in contrasto con il decreto e successivamente, prima ancora della pubblicazione delle linee guida regionali, una proposta di atto aziendale impugnato e bocciato in sede giuridisdizionale perché palesemente antisindacale».
Per Puccio «alla luce dell'emanazione delle linee guida ora si tratta di aprire un confronto nel merito sulla predisposizione dell'atto aziendale quale carta costitutiva dell'intera Asp. Occasione non solo di verità, ma anche strumento su cui fare dispiegare la partecipazione di tutti gli attori coinvolti. Riteniamo indispensabile che la Conferenza dei sindaci recuperi un ruolo di primo piano e ridiventi strumento di partecipazione democratica e soggetto garante della programmazione sui territori».
 
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Autore: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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