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La sinistra, non vogliamo ruoli in giunta
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Lamezia Terme - «Non siamo interessati e non vogliamo alcun ruolo in questa esperienza amministrativa». La Federazione della sinistra, cioè Rifondazione e comunisti italiani, si chiamano fuori dalla giunta Speranza, e prendono anche le distanze da Lista Città con cui s'erano presentati alle urne e di cui è esponente il consigliere Carlo Aiello.
La sinistra cittadina oltranzista riappare dopo l'ultima dichiarazione del sindaco che «è ritornato a parlare di un fantomatico assessore della sinistra». Cioè finora l'elemento mancante della giunta ad un anno e mezzo dalle elezioni.
«A noi non è dato sapere cosa s'è detto nella riunione del centrosinistra», dicono Prc e Pdci, «in quanto non abbiamo avuto l'onore di essere invitati, così come crediamo gli stessi compagni della Lista Città. Evidentemente una certa area di sinistra è "buona" solo quando si tratta di scegliere il candidato a sindaco o in periodo elettorale. Speranza dovrebbe ricordare bene che fu proprio quest'area a voler fortemente la sua candidatura a sindaco anche contro le tante perplessità espresse dal maggior partito del centrosinistra», vale a dire il Pd.
La sinistra risponde no all'appello di Speranza sull'allargamento della maggioranza al Terzo polo: «Il sindaco sa bene che come Fds non riteniamo politicamente corretto incamerare nella coalizione di maggioranza altri partiti o candidati che si sono presentati all'elettorato con programmi e coalizioni alternative. Con il voto la città ha determinato quale coalizione deve governare e quali debbano stare all'opposizione. Invece Speranza, come nella precedente esperienza amministrativa, si produce in una spasmodica ricerca di consenso attraverso l'attribuzione di deleghe e incarichi. Motivo questo che fu causa della nostra uscita dalla giunta nel 2006, considerato anche il ruolo strategico dell'allora presidente del consiglio comunale Gianfranco Luzzo».
L'altro punto della Federazione della sinistra è sulla rappresentanza nell'esecutivo municipale. Scrive la Federazione di sinistra: «La più volte citata litigiosità delle componenti della lista Sinistra per Lamezia è stata una diversità che è durata 48 ore. Poi al signor Speranza sono state date indicazioni comuni il 14 maggio 2010. A fine maggio il sindaco presentava la sua giunta dalla quale eravamo esclusi, insieme al Pd. Già allora si sono capite le vere volontà. Sono quindi cominciate una serie di versioni, sempre diverse e con nuovi argomenti a giustificare il tutto, ma in sostanza demandando a se stesso e ad una giunta monocolore il compito di governare con sistemi, metodi e scelte unilaterali».
Poi un pizzico d'autocritica: «Speranza sa che la sinistra è sempre brava a complicarsi la vita, e lui da abile tessitore ha usato il grimaldello di fino sia verso i compagni comunisti che verso il Partito democratico tenuto fuori per circa un anno. Ha privilegiato e continua a privilegiare i rapporti con i singoli e non coi partiti o i movimenti».
Per chi non l'abbia ancora capito Rifondazione e comunisti italiani ribadiscono il concetto chiarificatore: «Lo ripetiamo per l'ennesima volta: non abbiamo e non vogliamo nessun ruolo di potere. In questa storia il sindaco è libero di procedere come vuole, si rapporti con il consigliere che può votarlo o con i gruppi che preferisce. Ma lo invitiamo, nei suoi riferimenti ad essere più preciso, a utilizzare nomi di partiti di riferimento o quant'altro crede, ma a non ingenerare confusione».
Come dire che la Fds non darà indicazioni al sindaco, non fornirà cioè una rosa di nomi da cui poi Speranza sceglierà il suo nuovo «fantomatico» assessore mancante.
Conclude Fds: « Chiediamo un minimo di rispetto per la nostra storia politica così come crediamo di avere l'esperienza tale per saper leggere le cose che accadono, le scelte che si fanno e i comportamenti attuati. Ognuno con il suo agire scrive la propria storia e noi ci rammarichiamo perché, da sinistra, quella attuale l'avevamo immaginata diversa e migliore».
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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