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Il viaggio di Enea fa tappa all'Abbazia
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Lamezia Terme - Il tormentato viaggio di Enea apre il primo dei cinque appuntamenti nella suggestiva cornice dell'Abbazia Benedettina del "Magna Graecia Teatro Festival", la kermesse che fa rivivere in luoghi ricchi di fascino e magia la Grecia classica. La direzione artistica dell'evento è affidata a Giorgio Albertazzi che ha anche curato il progetto e la drammaturgia della rappresentazione "Kròton, Lokròi e la barca di Enea". Stasera è in programma "La signora delle vigne" stesso scenario alle 21.30.
Rappresentazione magistralmente interpretata da attori e musicisti che con i loro costumi, i dialoghi e le suadenti melodie hanno regalato momenti d'intense emozioni agli spettatori che pur di non perdere lo spettacolo hanno parcheggiato l'auto molto distante dall'Abbazia. Al centro dell'opera il tema del viaggio, persone che fuggono dall'oppressione nelle acque piene d'insidie del Mediterraneo. Circostanza che si ripete, dopo millenni, ancora oggi. Ma, come ci ricorda Virgilio, «Ogni patria è sempre la patria di altri».
Nella prima parte dell'Eneide, il poeta romano narra le peripezie della barca di Enea, in fuga dalla distruzione di Troia per mano dei greci. Dopo aver affrontato varie prove, Enea lambisce la costa della Calabria fino al periglioso varco di Scilla e Cariddi, prima di naufragare sui lidi di Cartagine, da dove, per volere degli Dei, raggiungerà l'Italia, destinazione finale del suo girovagare.
Tutto si snoda quindi attorno alla figura di Enea, considerato il pio che compie il volere degli Dei, partendo alla ricerca di una nuova terra. Enea, capostipite della "Gens Julia" in realtà ha una missione: preparare l'avvento dell'Impero romano.
L'eroe ubbidisce agli Dei in due frangenti: quando gli dicono di partire da Troia in fiamme con il vecchio padre Anchise e il figlio Ascanio, e quando si mette in viaggio per l'Italia, nonostante l'opposizione di Giunone che cerca di impedirglielo scatenando la sua ira e sottoponendolo a prove durissime, perché la Dea sa benissimo che i romani distruggeranno Cartagine, la città che protegge. Enea, dopo un naufragio, approda sulle coste fenicie, a Cartagine. Qui la regina Didone lo accoglie tra i fasti. Giunone, però, ordina a Cupido di scagliare la freccia dell'amore che infiammerà il cuore della regina.
Il volere degli dei si deve compiere in ogni caso. Le divinità inviano così ad Enea il messaggio che deve partire. L'eroe fa allestire di nascosto le navi, ma Didone viene a conoscenza dei suoi preparativi. La regina innamorata gli chiede il motivo che lo spinge a partire. Enea le risponde secco che così vogliono gli dei. E parte con la maledizione di Didone che fa preparare dalla sorella Anna un rito: mette su una pira il talamo su cui si sono amati. La regina si suicida. Enea salpa per l'Italia.
Di rilievo il cast di "Kròton, Lokròi e la barca di Enea", produzione originale per il "Magna Graecia Teatro Festival": Sergio Basile, Giuliano Esperati, Ilaria Genatiempo, Stafania Masala, Silivia Scotto, Emilia Brandi, Paolo Cutuli e Stefania De Cola. Musiche, rigorosamente dal vivo, di Stefano Saletti, eseguite dalla "Piccola Banda Ikona".
Nei testi un seducente mix di greco antico, arabo, siciliano, ebraico, serbo-croato, francese e lingala, lingua portata in Europa dagli immigrati africani.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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