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«Sulla questione Marinella solo strumentalizzazioni»
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Lamezia Terme - Dall'avvocato Luca Scaramuzzino riceviamo e pubblichiamo:
«In nome e per conto della mia assistita, V. T., ingiustamente coinvolta in una vicenda giudiziaria che certamente non le appartiene poiché frutto, solo ed esclusivamente, di strumentalità e di non conoscenza della materia giuridica, ci si riferisce, per l'appunto, alla presunta apertura di un "Lido abusivo" prospiciente il Residence "La Marinella", luogo, quest'ultimo, definito in diversi articoli giornalistici il Residenze dei "Vip" o dei "Nuovi borghesi" e dove, detti appellativi, stanno a significare, per come pubblicato, il luogo ove regna il ". dispregio delle regole e delle più elementari norme igieniche, senza che nessun organo preposto al controllo intervenga ...", mi preme puntualizzare - senza sostituirmi a coloro che, teoricamente, dovrebbero essere deputati a replicare alle ingiuste affermazioni esplicitate - alcune considerazioni di carattere generale.
Intanto vorrei sapere - atteso che si parla di "ingiustizie", "di spregio alle regole", "di illegalità diffusa", "di mancanza di fiducia nella magistratura lametina" - se chi sottoscrive sia le varie denuncie inoltrate alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, sia gli articoli giornalistici che puntualmente vengono (ritiene il sottoscritto senza alcun tipo di controllo) pubblicati dagli Organi di stampa locali, è legittimata a parlare a nome di un Circolo riconducibile all'Italia dei Valori, atteso che, per come mi risulta, il predetto Circolo Lazzati non pare abbia ottenuto alcuna ufficialità di "affiliazione" da parte dell'Idv; quindi, se si vuol parlare di legalità, la signora Sandoli, nella sua qualità di sedicente segretaria del predetto Circolo, dovrebbe iniziare, ella stessa, ad essere rispettosa delle regole!
Quanto, poi, al merito della vicenda "Lido abusivo"/"Lido non abusivo", volevo ricordare alla signora Sandoli che, proprio il rispetto delle regole impone a tutti i cittadini, e maggiormente a coloro che si "spacciano" per i "salvatori del mondo" o per i "paladini della giustizia", che in un paese democratico vi sono gli Organi di giustizia, nel caso specifico la magistratura inquirente di Lamezia Terme, la quale a tutt'oggi, e non solo nel cosiddetto caso "La Marinella", ha sempre dato prova di coerenza e correttenza, ed ha sempre dimostrato di lavorare in assoluta autonomia e senza alcuna "influenza" per il bene di tutta la collettività lametina.
Dire, pertanto, che ". la magistratura dovrebbe fare giustizia fino in fondo... in quanto agli abitanti non basta che sia stato effettuato da parte dei vigili un primo sequestro, successivamente sospeso dal Pm ..; infatti i cinque giorni di proroga sono scaduti da parecchi giorni senza che i reclamanti abbiano avuto alcuna soddisfazione, né tantomeno alcuna informazione sui risultati dell'indagine giudiziaria." non è rispettoso di alcunché, anzi denota una mancanza assoluta del rispetto delle regole, in primis le regole giudiziarie.
Infine, parlare di "scadenza di proroga di cinque giorni" o di mancata informazione sui "risultati dell'indagine giudiziaria" da parte dei reclamanti, denota una ignoranza assoluta (nel senso latino del termine di non conoscenza) della procedura penale, la quale nel caso di specie, non solo non impone alcun termine perentorio di cinque giorni (non si comprende a che fine) di proroga, ma impone anche il cosiddetto segreto istruttorio, non so se la signora Sandoli ha mai sentito parlare di tale "istituto", il quale serve proprio ad evitare che gli esiti di indagine vengano divulgate e, gratuitamente, pubblicate dagli Organi di stampa; mi meraviglio, a tal proposito, come ella non si sia consultata con quel validissimo magistrato di Cassazione, mi riferisco al dottor De Grazia, il quale certamente, se fosse stato da lei interpellato, le avrebbe censurato tali esternazioni.
Stia tranquilla, quindi, signora Sandoli che in ogni caso accetteremo il "risultato" finale di questa "questione bagattellare" da lei intavolata e stia, altrettanto, tranquilla, però, che qualora la Magistratura dovesse dare ragione alla mia assistita, ognuno si assumerà la responsabilità delle proprie azioni, sia coloro che hanno gettato la pietra, salvo poi tirare in dietro la mano, sia coloro che hanno colto l'occasione per pubblicare e gettare al pubblico ludibrio una cittadina la quale, è vero, ha un'unica colpa, di essere troppo corretta».
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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