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Giampā e Molinaro restano rinchiusi in carcere
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Lamezia Terme - Restano in carcere Vincenzo Giampā, 41 anni, ex sorvegliato speciale con obbligo di dimora, considerato l'attuale reggente dell'omonima cosca e nipote di Francesco Giampā alias "il professore", e Maurizio Molinaro, 28 anni, avvisato orale di pubblica sicurezza, sottoposti a fermo di indiziato di delitto dalla distrettuale antimafia di Catanzaro, sabato scorso, con l'accusa di tentata estorsione aggravata dalle modalitā mafiose ai danni di un commerciante lametino.
Il giudice delle indagini preliminari del tribunale lametino, delegato dalla procura distrettuale, in quanto il Molinaro č stato fermato a Lamezia, infatti, ieri mattina, a scioglimento della riserva formulata al termine dell'udienza di convalida, ha depositato in cancelleria il dispositivo con il quale pur non convalidando il fermo ha applicato a Molinaro la misura della custodia cautelare in carcere. Il magistrato, inoltre, nel dichiarare la propria incompetenza funzionale ha disposto la immediata trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Catanzaro. Da quanto si č appreso durante l'interrogatorio di garanzia, Molinaro assistito dall'avvocato Michele Cerminara, per conto del difensore Francesco Gambardella, si č avvalso della facoltā di non rispondere. Provvedimento diverso č stato adottato dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Catanzaro nei confronti di Giampā. Il gip ha convalido il fermo ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. Giampā č difeso dagli avvocati Aldo Ferraro e Pino Spinelli. Giampā avrebbe respinto ogni addebito.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero architettato l'estorsione dopo una recentissima operazione della Polizia che ha portato in carcere elementi di spicco del clan Giampā, per recuperare denaro, in quanto "avevano bisogno di soldi per pagare gli avvocati". In base agli elementi raccolti dagli uomini della squadra mobile di Catanzaro e parte integrante del provvedimento di fermo emesso dalla distrettuale antimafia, Giampā e Molinaro avrebbero quindi deciso di fare cassa facendo pesare la loro presunta appartenenza alle consorterie criminali, sfruttando la forza intimidatrice del clan. Secondo gli inquirenti i due presunti estortori avrebbero agito praticamente a colpo sicuro: l'imprenditore sarebbe stato totalmente "asservito" ai voleri della cosca. Giā in passato, il titolare di quattro esercizi commerciali avrebbe assunto in uno dei suoi negozi la moglie di Giampā, mentre ai presunti componenti della cosca sarebbero stati riservati importanti sconti sugli acquisti. La vittima, spaventata, ha inizialmente preso tempo. Ed č stata forse l'esositā della richiesta estorsiva a mettere nei guai i due fermati. Ai poliziotti che l'hanno convocato in Commissariato, l'imprenditore ha dapprima negato tutto, salvo poi chiarire ogni dettaglio della vicenda quando la Polizia era ormai in possesso di tutte le necessarie "chiavi di lettura". Nonostante l'esito negativo della prima audizione delle vittima le indagini sono continuate: convinti della fondatezza della segnalazione ricevuta, gli inquirenti hanno messo sotto controllo il telefono dell'imprenditore. E alla fine hanno captato una conversazione ritenuta decisiva A distanza di qualche ora sono scattati i fermi disposti dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dal sostituto procuratore Elio Romano. La vittima sarebbe stata avvicinata da Vincenzo Giampā subito dopo gli arresti di Angelo Torcasio, Giuseppe Giampā e Battista Cosentino. Secondo la ricostruzione Vincenzo Giampā, mentre era a bordo della sua moto avrebbe incrociato l'auto dell'imprenditore, facendogli cenno di entrare in un bar. Una volta dentro l'esercizio commerciale, Giampā gli chiedeva ventimila euro per partecipare alle spese legali dovute all'operazione di Polizia. L'imprenditore avrebbe risposto di non avere disponibilitā di denaro. Al no della vittima Giampā avrebbe insistito in virtų del fatto che Ģtutti lo stanno facendoģ. Dopo il rifiuto, il commerciante avrebbe ricevuto pressioni continue anche nei suoi esercizi commerciali, alle quali avrebbe partecipato pure Molinaro.
 
Allegati: Nessun allegato presente
 
Autore: Gazzettadelsud.it | Giuseppe Natrella |Archivio Notizie dalla Cittā
 
 
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