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Sequestrato anche Hang Loose Beach dopo Le B Club
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Lamezia Terme - Anche l'"Hang Loose Beach" sotto sequestro. Il blitz della guardia di finanza nella discoteca di Gizzeria Lido è dell'altra notte. Il giorno prima era stato chiuso il "Le B Club", a pochi metri. Stesso blitz stessi reati accertati: mancano le autorizzazioni.
Secondo fonti investigative all'Hang Loose Beach di località "Pesci e anguille" in una sera d'agosto si riuscivano a incassare anche 60 mila euro. E l'altra notte nella discoteca la Finanza ha trovato un migliaio di persone. Sono in corso indagini anche per quanto riguarda l'emissione degli scontrini nel night club.
«Stupefacente che in locali cos' rinomati della costa lametina i proprietari facciano la loro attività non curandosi delle autorizzazioni necessarie per garantire la sicurezza dei loro clienti», ha dichiarato il procuratore Salvatore Vitello alla Gazzetta del Sud subito dopo il secondo sequestro.
"Hang Loose Beach" e "Le B Club" non avevano due autorizzazioni di base per i locali notturni: il certificato di prevenzione rischi incendi che viene rilasciato dai vigili del fuoco, e la ligenza d'agibilità per svolgere serate da ballo. I titolari di tutte e due discoteche, a pochi metri l'una dall'altra, sono stati denunciati alla procura. Le discoteche sigillate, ma i lidi restano aperti.
In un locale che in una sola sera ospita circa mille persone c'è bisogno di uscite di sicurezza, impianto antincendio, certificazione di conformità dell'impianto elettrico, barriere per limitare l'inquinamento acustico della musica mandata a palla fino all'alba. Tutte garanzie che interessano non solo i clienti ma anche i proprietari dei locali. Ma non sembra che queste cose interessino più di tanto gli imprenditori locali, per i quali le autorizzazioni sembrano un optional.
Era accaduto anche lo scorso inverno per i distributori di carburante, i meccanici delle officine e gli autolavagisti: tantissimi di loro in città non sono dotati degli impianti necessari a tutela dell'ambiente. In poche parole non rispettano la legge. Fra di loro c'è il passaparola, una sorta di cartello, che li "obbliga" a fregarsene delle norme di sicurezza e di quella sulla salvaguardia ambientale.
Su questi casi, ma anche su quelli più recenti delle discoteche abusive, si dovrà pronunciare l'autorità giudiziaria. Per il momento si tratta di inchieste aperte dalla procura della Repubblica sulla base di indagini effettuate dai militari del Comando provinciale della guardia di finanza.
Per le Fiamme gialle lametine comunque non ci sono dubbi: i titolari delle due discoteche di "Pesci e anguille" non hanno le autorizzazioni necessarie per esercitare. Ma la stagione balneare è quasi finita, chi ha avuto ha avuto, e questa inchiesta è servita soprattutto a chiarire un principio: a partire da giugno del prossimo anno chi non avrà le licenze a posto non riuscirà a riaprire le piste da ballo che adesso sono state sequestrate.
 
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Autore: Gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dalla Città
 
 
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