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Senza più misteri coste e mari calabresi
Due anni di lavoro, un voluminoso dossier di 600 pagine che fotografa la situazione delle coste e dei mari calabresi. Un'interessante e poderosa opera che verrà presentata oggi alle 11 a Palazzo Campanella nella sala "Giuditta Levato" alla presenza dell'ammiraglio Marco Brusco, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Interverranno le massime autorità della Regione (Giunta e Consiglio), i presidenti delle cinque province, i prefetti. Il dossier si chiama Documento programmatico ed è frutto dell'intenso lavoro delle Capitanerie di porto della Calabria, coordinate dal direttore marittimo, il capitano di vascello Vincenzo De Luca.
Un mese fa "Gazzetta del Sud" aveva pubblicato i punti programmatici di questo monitoraggio che diventerà un Documento programmatico-pilota da realizzare, con le stesse modalità e con lo stesso impegno, nelle altre regioni italiane. Probabilmente questo servizio sarà coordinato dallo stesso capitano di vascello De Luca che entro la fine dell'anno lascerà Reggio per assumere un nuovo incarico a Roma.
In questo monitoraggio – lo ricordiamo – è emerso che in Calabria esistono oltre 2000 casi di abusivismo che vanno verificati per stabilire se nel frattempo in alcuni sono venuti a mancare i vincoli doganali. Il Documento programmatico comprende, quindi, l'analisi globale delle zone marittime costiere (porti, litorale e mare) e vuole essere, come più volte ha ripetuto Vincenzo De Luca, un contributo per la gestione integrata delle zone costiere. Un contributo anche alla Regione e agli altri enti locali che potranno così intervenire, negli spazi di propria competenza, per correggere e programmare. Il governatore Scopelliti, che oggi sarà presente alla conferenza, in più occasioni, ha apprezzato questo capillare lavoro che apre scenari significativi nella gestione delle coste calabresi.
Il documento è anche propositivo. Nel senso che individua e segnala gli elementi per contribuire allo sviluppo sostenibile delle attività dei porti, sui litorali e in mare. Il compito è triplo: fotografa le criticità, suggerisce soluzioni e lancia proposte. Ricca pure la documentazione fotografica (si parla di 16 mila immagini), inoltre ci sono 66 mila numeri e dati statistici riferiti a tutto il sistema marittimo. Vengono messi a fuoco i porti di Gioia Tauro, Vibo, Reggio, Villa San Giovanni e Crotone. C'è un primo studio del progetto relativo all'approdo di Bolano che dovrà interfacciarsi con quello di Tremestieri nella sponda messinese per il traghettamento del gommato.
Significative e preziose le rilevazioni che riguardano i costoni franosi e l'erosione costiera, i relitti di navi presenti nel mare calabrese, l'inquinamento, la depurazione costiera, la tutela del demanio marittimo. Sulle coste esistono ben 88 chilometri interessati a potenziali rischi in seguito a costoni giudicati franosi (si tratta di 85 punti segnalati).
Un capitolo di grande interesse è quello relativo ai relitti. Ricordate tutti la campagna gigantesca sulle presunti navi dei veleni che si sospettava potessero trovarsi negli abissi del mare calabrese. Una campagna che non ha certo favorito il turismo. Ebbene il capitano di vascello De Luca ha disposto uno studio capillare che ha smentito la presenza di queste navi dei veleni. E ci sono anche i numeri in questo dossier. I relitti sono complessivamente 288, di cui 167 del periodo bellico ed epoche antecedenti (il 58 per cento), 98 unità da pesca e da diporto (34 per cento) e 23 unità mercantili, di cui 17 navi da carico (l'8 per cento).
A proposito dell'inquinamento: nel periodo che va dal giugno 2010 a marzo 2011, in collaborazione con l'Arpacal e la Polizia provinciale, si è fatto un intenso monitoraggio dal quale sono emerse le varie disfunzioni relative all'inquinamento marino, alle discariche abusive, ai depuratori non funzionanti. Sono stati riscontrati 174 illeciti. È stato un sondaggio a 360 gradi grazie al quale è stato possibile stilare un elenco di depuratori guasti, altri poco funzionanti, di comuni privi di impianti. Vasta anche l'attività per tutelare il demanio marittimo. Parlano i numeri: sono stati riscontrati 1.018 illeciti penali, 1.360 illeciti amministrativi per un totale di 2.378. Insomma sono oltre 2.000 i casi di abusivismo. Adesso, grazie a questo Documento programmatico, gli enti interessati hanno in mano uno strumento per poter operare nell'interesse delle collettività: coste e mare calabresi, grazie a questo dossier, non sono più un mistero.
 
Autore: Gazzettadelsud.it
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