LameziaWeb
 
 
 
Articolo Letto 2542 volte  
Discarica di Alli, ora l'impianto può funzionare a regime
Buone notizie per la discarica di Alli che serve la provincia catanzarese e parte di quella cosentina: la Procura della Repubblica ha autorizzato la società Enertech, che gestisce la discarica, ad effettuare tutti i pagamenti necessari per il funzionamento dell'impianto. In particolare, la Procura ha autorizzato il pagamento di stipendi, utenze e di tutte quelle spese necessarie al regolare funzionamento della discarica. La Enertech è al centro di un'inchiesta condotta dal pm Carlo Villani su un giro di evasione fiscale; in particolare, secondo quanto emerso dalle indagini, tre imprenditori del settore dei rifiuti avrebbero evaso il Fisco con un sistema di società costituite come delle scatole cinesi, e nonostante i debiti con l'erario sarebbero riusciti a percepire i fondi dall'ufficio del commissario per l'emergenza ambientale in Calabria. Nel corso delle indagini, che hanno portato al sequestro di beni per 90 milioni di euro, è stato nominato anche un curatore. Adesso, lo sblocco dei pagamenti dovrebbe risolvere una serie di problemi operativi che nelle ultime settimane hanno rallentato l'attività della discarica minimizzandone le capacità di smaltimento.
Intanto l'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Pugliano, torna sul termovalorizzatore di Gioia Tauro. «Non polemizzerò affatto su chi ha più o meno responsabilità rispetto agli scarsi risultati di una gestione commissariale molto lunga, ma – scrive Pugliano in una nota – mi limiterò a dire quello che, con coraggio e schiettezza, ho rappresentato al sindaco Bellofiore e a tutti i sindaci del territorio della Piana di Gioia Tauro, che ho incontrato giorno 7 ottobre 2010 presso l'aula consiliare del Comune di Gioia Tauro, quando ho sostenuto che il raddoppio era già realizzato in quanto già speso l'80% delle somme investite (circa 70 milioni di euro) per la realizzazione del raddoppio. Mi meraviglia, a tal riguardo, che Agazio Loiero si sia stupito che la relazione Pecorella, approvata in Commissione il 19 maggio 2011, puntava al raddoppio, visto che, a chiusura del suo mandato presidenziale, erano stati già spesi 45 milioni di euro, nonostante le due sospensioni determinate dalle leggi regionali n. 13/2005 e n. 27/2007. Tali sospensioni – aggiunge Pugliano – procurate dalle leggi suddette, poi dichiarate incostituzionali, hanno prodotto la richiesta di risarcimento danni da parte del concessionario Veolia, che si è visto, già riconosciuto da un lodo arbitrale, per i ritardi provocati sulla realizzazione dei lavori. Per quanto attiene al parere chiesto dal prefetto Sottile, circa la procedura di delocalizzazione, il Consiglio di Stato ha chiarito che la eventuale delocalizzazione sarebbe considerata una nuova opera, in quanto a progettazione ed esecuzione, senza alcuna possibilità di affidare direttamente la concessione, ma solo attraverso una nuova procedura di evidenza pubblica». Per questo motivo, secondo l'assessore, «appare superfluo sostenere che non è vero che il Governo Scopelliti non abbia affrontato, come doveroso, tale situazione. Pur ritenendo, infatti, nettamente naturale, logico e funzionale, per il sistema dei rifiuti in Calabria, la realizzazione del termovalorizzatore nel territorio della Provincia di Cosenza, più che realizzare il raddoppio a Gioia Tauro, gli investimenti già realizzati e lo stato avanzato dei lavori non potevano consentire la rescissione del contratto in essere, senza procurare un danno erariale ingente. Per questi motivi ritengo necessario ed improcrastinabile affrontare insieme tale situazione, perché, a mio parere, bisogna assicurare alla comunità della Piana di Gioia Tauro tutti gli strumenti di garanzia sulla sicurezza ambientale e sanitaria, nonché forme di compensazione e benefits per quel territorio. Nello stesso tempo c'è da individuare, per il territorio della provincia di Cosenza, due siti idonei su cui realizzare altrettanti impianti di trattamento, selezione e valorizzazione della raccolta differenziata, con discariche di servizio annesse, che con quello che sarà realizzato a San Calogero, per il territorio di Vibo, potranno portare in equilibrio il sistema dei rifiuti, realizzando l'autosufficienza di ogni territorio. Sono convinto che, realizzati questi impianti e continuando a sostenere la raccolta differenziata la Calabria potrà chiudere la fase commissariale del sistema ed uscire dall'emergenza».
 
Autore: Gazzettadelsud.it
» Archivio Articoli
»Tutte le Categorie » Politica » Cultura » Cronaca » Spettacoli
 
 
© www.lameziaweb.biz |Terms of use |Privacy Policy |Scrivi alla Redazione |Segnala un errore |Studio Grafico Fradaweb