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Interventi corali per domare tutti gli incendi
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GIZZERIA - Polemiche dopo gli incendi boschivi che prima di Ferragosto hanno interessato il territorio gizzeroto. Sulle fiamme che per quattro giorni hanno colpito la vegetazione in prossimità del torrente Tridattoli e della vicina strada provinciale l'amministrazione intende fare chiarezza, esponendo in una nota i fatti che sono stati oggetto di una «non corretta ricostruzione» e che hanno visto impegnati il sindaco Pietro Raso, il personale municipale, i vigili urbani, unità della Protezione civile, del Corpo forestale dello Stato, dell'Afor, oltre a vigili del fuoco e carabinieri. Un impegno durato quasi quattro giorni per ridurre al minimo i danni.
«L'incendio è stato appiccato in località Sciogliamarina nel pomeriggio del 7 agosto, intorno alle 17», fa sapere l'amministrazione. Che continua: «In quello stesso luogo nei giorni precedenti s'era già cercato più volte dolosamente di far partire dei focolai, prontamente spenti dal personale del Comune e dai vigili del fuoco di Lamezia Terme. Avvisato da alcuni cittadini, il sindaco si è recato immediatamente sul posto, accompagnato dai vigili urbani Ugo Scalercio e Achille Ciraudo, e ha allertato i vigili del fuoco, che sono intervenuti intorno alle 18.30. Nel frattempo, vista la situazione di pericolo che si prospettava, l'amministrazione comunale aveva richiesto l'intervento di un'autobotte per cercare di spegnere il fuoco con personale del Comune. Ma i risultati sono stati scarsi per l'impervietà del territorio e la fitta vegetazione, tanto che anche l'azione dei vigili del fuoco non raggiungeva gli obiettivi sperati».
Per evitare una propagazione delle fiamme sul resto del territorio il sindaco è stato costretto a chiedere l'intervento di un escavatore privato. Il quale, operando sulla strada comunale in prossimità del serbatoio municipale dell'acqua e creando opportuni "spartifuoco", è riuscito a penetrare nella macchia mediterranea, spegnendo l'incendio a monte, intorno all'una, con l'ausilio di personale dell'Afor. Ch'è intervenuto prontamente pure per spegnere un focolaio apparso nel frattempo a valle.
«Nel corso della mattina seguente, dopo l'intervento degli elicotteri della Regione, tutti i focolai erano spenti», sottolinea l'amministrazione, «ma intorno alle 11 dell'8 agosto l'incendio riparte improvvisamente. Vengono allertati nuovamente dal sindaco i vigili del fuoco. Che per mancanza di personale non riescono a intervenire. Fra l'altro, per l'impervietà dei luoghi gli unici mezzi utili erano gli aerei e gli elicotteri in dotazione alla Protezione civile. Intorno a mezzogiorno si reca sul posto il comandante della stazione del Corpo forestale di Sambiase, assistente capo Francesco Grasso. Il quale s'impegna affinché possano intervenire i mezzi aerei».
Il loro intervento è stato coordinato da terra dallo stesso Grasso. Alle 15.30 però l'incendio supera la zona dello spartifuoco creato a monte: non si sa se per cause naturali (dato il caldo) o dolose. Comunque sia, le fiamme si propagano molto rapidamente a monte, «minacciando le abitazioni della località Scaramella», evidenzia l'amministrazione, «che vengono protette dagli interventi dei Canadair e dell'elicottero sopraggiunti. Nelle stesse ore l'incendio si propaga anche alle abitazioni in prossimità della zona Timpone, dove viene arginato e spento dall'azione di alcuni cittadini, fra cui la famiglia Maida, e dei vigili del fuoco di Lamezia che hanno proseguito la loro opera fino a tarda sera». Sul posto presenti anche i carabinieri della stazione di Gizzeria Lido.
«Nella stessa serata il sindaco e l'assistente capo Bruno Vescio del Corpo forestale dello Stato bloccano il fronte dell'incendio in prossimità del cimitero», rimarca ancora l'amministrazione, «coordinando l'azione dell'escavatore meccanico intervenuto con sprezzo del pericolo e grande professionalità».
Le giornate gizzerote di fuoco non finiscono qui. La sera di martedì 9 i focolai riprendono nella località Prisa, mettendo a rischio nuovamente le abitazioni e imponendo l'intervento di mezzi aerei, coordinati da terra dagli stessi Grasso e Vescio del Corpo forestale dello Stato. Un ulteriore intervento la sera del giorno successivo, stessa località.
La dettagliata ricostruzione dei fatti non vale, però, a spegnere nel locale circolo del Partito democratico la sete di risposta alle domande poste dalla stessa forza politica all'amministrazione su prevenzione, impiego di mezzi e volontari, contributi a questi ultimi. Su cui «il sindaco non vuole rispondere» conclude il Pd.
 
Fonte: gazzettadelsud.it |Archivio Notizie dal Lametino
 
 
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