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"La strada"festeggia i suoi vent'anni di vita
Un gruppo di giovani pieni di entusiasmo e tanta voglia di darsi da fare per gli altri, soprattutto per le persone più deboli ed emarginate. Solo poche persone con un progetto comune che vent'anni fa, il 21 gennaio del 1987, portò alla nascita dell'associazione "La strada".
Una realtà nuova in una Lamezia che all'inizio non comprese il cammino che il gruppo di ragazzi cominciò a portare avanti, partendo dalla parrocchia della cattedrale per investire poi tutta la città.
A capo di questo piccolo "esercito", una guida spirituale: suor Lucia Sacchetti appartenente all'ordine delle suore di "Maria Bambina".
"La strada" ha voluto festeggiare i suoi primi vent'anni con un grande raduno all'Oasi Bartolomea dove si sono ritrovati insieme i componenti dell'associazione, di ieri e di oggi.
Decine di operatori e volontari, accompagnati dalle loro famiglie, che in tutti questi anni hanno condiviso il cammino con i primi, temerari, soci fondatori.
«La storia dell'associazione è sacra – ha detto suor Lucia ai presenti al raduno - con la gente ci siamo scambiati richieste e proposte, abbiamo costruito una storia comune che intendiamo continuare. Il nostro "grazie" non può che esortarci a proseguire il cammino».
Per il ventennale è stata scelta l'Oasi Bartolomea guidata dalla suore di "Maria Bambina".
«E' un ordine religioso a noi molto familiare grazie a suor Lucia - ha commentato Angela Muraca, presidente dell'associazione – con lei siamo stati in chiesa, ma soprattutto siamo stati in strada per comprendere le esigenze e le problematiche di quelle persone che ci siamo prefissi di aiutare».
Muraca ha ricordato le tante difficoltà incontrate all'inizio come la diffidenza, i pregiudizi, la forte discriminazione a danno della popolazione Rom. «Una ostilità ancora dura a morire, ma che certo non ci ha fatto desistere. Lamezia, oggi, sa che esistiamo e ci accetta».
Gli operatori dell'associazione ogni giorno sono al campo di Scordovillo; così, come costante è l'impegno per l'inserimento scolastico dei bambini Rom.
In cantiere c'è anche un progetto equal per ragazzi dai 14 ai 25 anni che hanno avuto problemi con la giustizia.
L'iniziativa, condotta in collaborazione con il Centro di giustizia minorile di Catanzaro, si prefigge di inserire nel mondo del lavoro dei giovani a rischio, per un loro completo recupero nella società.
Un'attività che in tanti anni ha contribuito a dare sollievo a tante situazioni di disagio che hanno investito realtà del territorio. E tanta strada su questo stesso piano dovrà percorrere all'insegna della solidarietà verso l'altro, che non deve mai essere lasciato solo.
 
Autore: Fonte: gazzettadelsud.it
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