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Comitato Acqua: "Il Governo lavora per noi"
«Se i partiti della coalizione di centrosinistra confermeranno l'impegno preso nella riunione di mercoledì scorso con il Governo, verrà emanato un decreto che, all'interno delle politiche di riforma sui servizi pubblici locali, prevede una moratoria per tutti i processi di privatizzazione dell'acqua». Così esordisce il Comitato territoriale "Acqua bene comune", costituito da Comunità Progetto Sud, Libera, Rifondazione comunista, Rosa nel pugno, Rdb/Cub, area Salvi dei Ds, circolo "Rua Sao Joao", Pax Christi, Arci lametino, Giovani comunisti, Cittadinanzattiva e Legambiente.
«Naturalmente attendiamo di vedere gli atti concreti», sostiene il comitato schierato per l'affidamento della gestione dell'acqua agli enti pubblici, «ma già ora possiamo sottolineare come la presenza di un movimento forte, plurale, diffuso e radicato sia in grado di modificare l'agenda politica e di incidere concretamente sulle scelte. Un risultato che evidenzia, purtroppo anche l'arretratezza del dibattito politico nella nostra provincia e all'interno degli stessi enti locali. Un'arretratezza che si evidenzia, come abbiamo più volte denunciato, sul mancato coinvolgimento delle assemblee elettive (i consigli comunali) e nell'assenza totale di una posizione chiara forte e determinata a favore della totale gestione pubblica del servizio integrato da parte delle amministrazioni comunali».
Per il Comitato «questo primo segnale comunque rafforza le ragioni di quanti (60 reti nazionali e centinaia di comitati territoriali) hanno deciso di fare dell'acqua una vertenza nazionale, un esempio di una trasformazione sociale a partire dal riconoscimento dei beni comuni e di uno spazio pubblico dei diritti sociali per tutti. Ancora più importante diventa ora la raccolta firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare per arrivare ad affermare la totale tutela di un bene essenziale e la completa ripubblicizzazione della sua gestione, da rifondare sulla partecipazione diretta di cittadini, lavoratori, comunità locali. Così come diventa importante, per quanto ci riguarda», prosegue, «battere le ambiguità e i silenzi che si stanno consumando attorno alla vicenda della procedura che prevede l'affidamento della gestione del servizio idrico ad un soggetto privato nella nostra provincia». E qui il riferimento è alla Dondi-Gerica.
«Per questo», sostiene il Comitato, «rinnoviamo l'invito ai sindaci e alle amministrazioni comunali del Lametino ad esprimersi pubblicamente a favore della gestione totalmente pubblica, ripetiamo gestione totalmente pubblica, del ciclo delle acque, che questo impegno non si limiti a generici comunicati stampa ma venga portato con altrettanta chiarezza nella conferenza dei sindaci dell'Ato di Catanzaro. Un impegno questo che deve coinvolgere i consigli comunali. È inaccettabile infatti che, diversamente da quello che avviene in tutta Italia, i consigli comunali non vengano convocati».
Tra qualche giorno, annuncia il Comitato, anche in città inizierà la raccolta delle firme sulla poposta di legge d'iniziativa popolare.
 
Autore: Fonte: gazzettadelsud.it
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